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Friday, September 18, 2026

Trump bandisce dalla Casa Bianca Cnn, Politico e MsNow: "Diffondono notizie false"

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Afp

''Sono orgoglioso di annunciare che, con effetto immediato, bandisco dalla Casa Bianca Cnn, MsNow (che ha  recentemente cambiato nome da MsNbc a causa della mancanza di  spettatori e credibilità!) e Politico (che ha ricevuto un abbonamento  illegale e ridicolo da 8 milioni di dollari, un record assoluto,  direttamente dal governo degli Stati Uniti, sotto la presidenza del  corrotto Joe Biden, per mantenerli "in vita". Mi sembra corruzione!),  a causa della loro costante diffusione di notizie false!''. 

La tensione tra l'amministrazione statunitense e i media tradizionali si infiamma ulteriormente dopo l'annuncio del presidente Donald Trump affidato a truth, il suo social. 

La decisione è stata motivata da accuse di diffusione di notizie false e distorte, e il presidente ha lasciato intendere che provvedimenti simili potrebbero colpire presto altri organi d'informazione. Nelle mire del Tycoon anche Washington Post e New York Times. Non c'è l'esclusione per loro dalla Casa Bianca, “Ma quei giornali non li farò più entrare dentro casa mia”.

Questo ulteriore attacco alla stampa accreditata alla White House riaccende lo storico scontro sul ruolo di controllo della stampa e sul confine tra potere politico e libertà d'informazione.

Le reazioni e la mobilitazione

La presa di posizione della Casa Bianca ha immediatamente provocato una forte ondata di proteste nel mondo giornalistico e istituzionale. La White House Correspondents' Association, l'associazione dei giornalisti accreditati, ha definito il provvedimento un grave attacco all'accesso indipendente all'informazione e al principio costituzionale del controllo democratico. 

In risposta, CNN, Politico e MS NOW hanno difeso fermamente il proprio lavoro, ribadendo l'importanza di un giornalismo rigoroso e immune alle pressioni politiche. A queste voci si è unito l'allarme delle ONG, tra cui il Committee to Protect Journalists, che hanno espresso profonda preoccupazione parlando di un pericoloso precedente per il pluralismo.

I precedenti storici: lo scontro legale

Il provvedimento odierno richiama alla memoria precedenti tensioni legali tra l'amministrazione Trump e i giornalisti accreditati. Nel 2018, dopo la revoca del pass stampa al corrispondente della CNN Jim Acosta a seguito di un acceso scambio verbale, l'emittente fece causa all'amministrazione invocando il Primo e il Quinto Emendamento. 
Un giudice federale diede ragione alla CNN, costringendo la Casa Bianca a ripristinare l'accredito. 

Un episodio analogo si verificò nel 2019 con Brian Karem, collaboratore di varie testate, il cui pass fu revocato dopo un alterco nel Giardino delle Rose; in quell'occasione, un tribunale d'appello federale stabilì che le regole della Casa Bianca sulla revoca dei pass erano state applicate in modo arbitrario e vago, dando ragione al giornalista.

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