De Luca scatenato contro il centrosinistra: “Bonelli? Salice piangente portaseccia. Conte? Luciferino. Pd? Dirigenti da totale imbecillità politica”
Strali contro il campo progressista con toni decisamente offensivi sul deputato di Avs Angelo Bonelli: Vincenzo De Luca, nella consueta diretta Facebook del venerdì, coglie l’occasione della cancellazione del bollo auto decisa dal governo Meloni per stigmatizzare, a modo suo, la risposta “inconsistente” dell’opposizione di centrosinistra. L’ex presidente della Regione Campania non nega l’effetto politico della mossa, ma ne sottolinea il carattere e le conseguenze: “Questa manovra dell’onorevole Meloni e del suo governo è così scopertamente e spudoratamente clientelare e demagogica da risultare perfino simpatica. Meloni si è inventata una bella proposta con la quale ha contrastato in maniera efficace l’opposizione di centrosinistra. La sensazione è quella di pollastri infilzati e messi a rosolare“.
Gli aspetti preoccupanti, per il sindaco di Salerno, restano quelli finanziari e territoriali, visto che le entrate del bollo servono alle Regioni a coprire servizi: “Questa manovra si tradurrà nell’ennesimo danno per le Regioni meridionali perché già solo certificare le entrate derivanti dal bollo è complicato nel Sud. Ci sono livelli elevati di evasione anche di questo tributo. Prevedo che ci sarà un taglio netto di risorse per il Mezzogiorno“.
All’opposizione, tuttavia, De Luca non riconosce proposte alternative: “Abbiamo solo una lamentela sul fatto che hanno preso una misura per fare voti. Voi pensavate che non prendessero misure per prendere voti ma per fare esercizi spirituali? Che dovevano fare? Prendono voti, è chiaro, come hanno fatto anche i governi di centrosinistra”. Quindi, la previsione di “mesi davvero critici per la vita politica del nostro Paese, fra demagogia da una parte e assoluta inconsistenza programmatica dell’opposizione“. Il fuoco si concentra sul campo progressista: “L’opposizione è riuscita a far dimenticare perfino giganti della politica come Lollobrigida, ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, delle foreste e anche degli alberi di Natale che faremo fra poco. Una cosa grossa“.
De Luca ricorda ironicamente l’incontro col ministro al Masaf, “la nuova sigla del ministero dell’agricoltura”: “Del resto, siamo l’Italia, mica lavoriamo per semplificare. Siamo riusciti a far dimenticare perfino l’immagine di Lollobrigida, uno che fermava i treni per andare a fare i convegni suoi e che si presentava in bermuda, perché il centrosinistra gli contrappone una foto di qualche tempo fa immortalante i leader del centrosinistra che in un ristorante si facevano fotografare come i grandi della terra alla conferenza di Jalta: Churchill, Roosevelt e Stalin“. E rincara: “E come si presenta l’opposizione? Con una foto in un ristorante con Fratoianni e Bonelli in primo piano. Ora, qui noi abbiamo l’occasione davvero di rilassarci e di vivere questi mesi all’insegna della leggerezza. Non possiamo fare altro in Italia”.
Sul leader dei Verdi il registro si fa offensivo: “Bonelli è il salice piangente della politica italiana. Bonelli: basta solo questo nome per spingere tutta la popolazione maschile del nostro paese a compiere un gesto scaramantico, cioè ad accarezzarsi perpendicoli in via preventiva, perché notoriamente è un portaseccia in napoletano e un portasfiga in romanesco. Se vogliamo unire l’Italia e utilizzare Manzoni, un mettimale, uno scampaforca. Voi vi alzate la mattina, prendete un caffè, poi vedete la rassegna stampa, viene fuori Bonelli e il cielo si rabbuia. Bonelli è uno dei produttori di depressione nazionale. Così si presenta l’opposizione: con l’immagine di Bonelli”.
E ribadisce: “Dove vogliamo andare? Sarà una lotta titanica tra i Bonelli e i Lollobrigida. Siamo un paese infelice. Sarà dura nei prossimi mesi”. Il centrosinistra, secondo De Luca, non ha altro da opporre alla cancellazione del bollo se non “la lunga storia delle primarie” e la parabola del “luciferino” Giuseppe Conte, che è riuscito a “cancellare alcuni episodi della sua esperienza politica»”: “Prima in Italia si chiamava trasformismo. Conte fa dimenticare il governo con la Lega, il superbonus, in verità approvato da tutti quanti, i navigator. E si presenta con una nuova e immacolata verginità politica, aiutato in questo dalla straordinaria organizzazione politica del Pd. In queste settimane – continua – i dirigenti organizzativi del Pd hanno avuto la lucidità politica di invitare Giuseppe Conte a tutte le feste dell’Unità, anche a quella nazionale, offrendogli il teatro delle sue esibizioni politiche. In questo modo i dirigenti del Pd hanno dato prova di una totale imbecillità politica. Non ci sono parole“.
Poi boccia la proposta delle primarie da parte del leader del M5s: “Secondo Giuseppe Conte, quello che si fa normalmente nei paesi civili, e cioè nominare come candidato premier il leader del partito più grande, significa imporre una logica egemonica. Questa ci mancava. Questa è, a ben vedere, un’offesa agli elettori, perché il partito con più voti prende i voti dei cittadini, che non hanno la propensione all’egemonismo, ma votano sulla base di quello che pensano”. E aggiunge: “Conte invece viene contesta questa linea e la ritiene egemonica. E quindi che dobbiamo fare? Conte propone fare un caminetto, come si è fatto con le Regioni. Non se ne viene a capo. Ma in tutto questo neanche l’affermazione francamente ridicola del fatto che il partito di maggiore elettorato ha una propensione egemonica è stata contrastata in maniera adeguata dai dirigenti del Pd. Non ci vuole molto per dire che è una grande stupidaggine“. Il confronto con Bettino Craxi, che non era a capo del partito più forte ma impose la propria condizione dopo il voto, serve a De Luca per sottolineare “un’altra logica, un’altra storia”. La chiusura è quella già annunciata: “Amici miei, prepariamoci a mesi di sofferenza, di chiacchiere al vento e soprattutto quando vedete Bonelli, toccatevi per ragioni prudenziali”.
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