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Tuesday, September 29, 2026

CyberShield AI, a Roma la nuova frontiera della sicurezza: difendere il Paese nell'era digitale

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L'intelligenza artificiale sta cambiando sia le minacce sia le possibilità di difesa: offre strumenti nuovi per proteggersi, ma anche per rendere gli attacchi più rapidi, sofisticati e difficili da riconoscere.

Un attacco informatico può fermare un servizio pubblico, colpire una rete energetica, compromettere dati sensibili, interrompere un'infrastruttura strategica. E' per parlare di questi temi che l'Associazione Nazionale Giovani Innovatori ha organizzato “CyberShield AI Italia”: una giornata di analisi sui temi della sicurezza e della nuova difesa digitale che il Paese è chiamato ad affrontare.

All'evento a Roma, nella Caserma Salvo D'Acquisto, si sono incontrate istituzioni, Forze armate, NATO, imprese e il mondo della ricerca. 

Presente, a distanza, anche il ministro Crosetto che con un video-messaggio ha sottolineato l'importanza di un confronto sulla capacità di prevenire le nuove minacce e sulla sovranità tecnologica e, per farlo, ha intenzionalmente creato la propria testimonianza con l'AI, proprio per mostrare le opportunità ma anche i percoli delle nuove tecnologie. 
 

All'evento hanno partecipato esponenti del Governo, dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, della Polizia Postale, delle Forze armate, dell'Unione europea e dell'Alleanza atlantica. Ma soprattutto un confronto che mette intorno allo stesso tavolo chi deve proteggere le infrastrutture e chi sviluppa le tecnologie necessarie a farlo, come spiegato dai promotori.

La dimensione della minaccia è ormai concreta: nel 2025 l'ACN ha registrato in Italia 2.729 eventi cyber, il 38% in più rispetto all'anno precedente. Gli incidenti con impatto confermato sono stati 615 e le vittime 3.907, in crescita del 50%. A essere colpita più di ogni altro settore è stata la Pubblica amministrazione.

Il fenomeno non riguarda soltanto il crimine informatico: secondo il Rapporto Clusit 2026, l'Italia ha rappresentato nel 2025 il 9,6% degli incidenti cyber censiti a livello mondiale, mentre gli attacchi contro il settore governativo e militare sono aumentati del 290% rispetto all'anno precedente. Una minaccia a cui, per fare fronte, ciascuno deve fare la propria parte.

La stessa tecnologia che consente di analizzare enormi quantità di dati e individuare più rapidamente anomalie e intrusioni può essere utilizzata dagli aggressori per costruire campagne di phishing più credibili, automatizzare attività malevole o produrre contenuti falsificati. Solo nei primi sei mesi del 2026, secondo un'analisi riportata da ANSA, sul dark web sono stati esposti 2,5 miliardi di dati; tra le minacce in crescita ci sono gli infostealer, programmi capaci di sottrarre in modo silenzioso credenziali e altre informazioni dai dispositivi.

La sfida, dunque, non è soltanto proteggere un computer o una rete, ma è difendere la continuità di un sistema interconnesso, nel quale energia, trasporti, comunicazioni, finanza, sanità e amministrazione dipendono sempre più gli uni dagli altri. E, per farlo, servono competenze trasversali e interconnesse.

La stessa Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha sottolineato che nell'era dell'iperconnessione, una crisi in un punto della rete può avere conseguenze sistemiche, come indica anche la NATO. La nuova strategia digitale dell'Alleanza punta su infrastrutture resilienti, principi di Zero Trust, interoperabilità, cooperazione con il settore privato e impiego dell'AI per migliorare la consapevolezza della situazione e la capacità decisionale. L'obiettivo dichiarato è passare da una difesa soltanto reattiva a una capacità di anticipare le minacce.

E la partita si gioca già sul terreno della tecnologia. Nel 2026 la NATO ha accelerato i programmi per integrare intelligenza artificiale, sistemi autonomi e altre tecnologie emergenti nelle proprie capacità operative, coinvolgendo startup, industria e ricerca.

A Roma, dunque, il tema è più ampio della cybersecurity in senso stretto: riguarda la sovranità tecnologica, la protezione degli asset strategici e la capacità dello Stato di conoscere, prevenire e contenere una minaccia che può attraversare in pochi secondi confini, reti e sistemi.

Dalla Caserma Salvo D'Acquisto arriva così un messaggio che riguarda non soltanto gli specialisti della sicurezza: nel mondo digitale, la resilienza di una nazione dipende sempre più dalla capacità di far lavorare insieme istituzioni, tecnologia, industria e ricerca.

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