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Saturday, September 12, 2026

Cinque incendi hanno colpito produttori europei di armi in un mese

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Un'esplosione seguita da incendi si è verificata in un deposito di munizioni della società EMCO a Gorni Varpishta, nella Bulgaria centrale: era già successo a un deposito della stessa proprietà il 10 agosto. Il ministro dell’Interno Ivan Demerdzhiev ha riferito in una conferenza stampa che l’incendio ha provocato delle esplosioni, assicurando che non vi è alcun rischio di propagazione ad altri magazzini o al di fuori del complesso di stoccaggio.

"Stiamo prendendo in considerazione tutte le ipotesi e le stiamo esaminando attentamente", ha spiegato Demerdzhiev, aggiungendo che le strutture di stoccaggio presentavano alcune carenze, in particolare in materia di sicurezza. Il produttore di armi ha tuttavia affermato che il deposito era sottoposto a ispezioni regolari da parte delle autorità e non violava alcuna normativa. 

In un comunicato, EMCO ha aggiunto che la sicurezza all’esterno dei depositi di munizioni è di competenza dello Stato e che recenti incidenti simili sono stati causati da "forze esterne". L’azienda ha puntato il dito sulle istituzioni: "L’atteggiamento negligente dei rappresentanti dello Stato di fronte a questi atti di sabotaggio incoraggia gli autori consentendo loro di continuare in tutta impunità", ha denunciato. La presidente Iliana Iotova ha dichiarato di voler convocare il Consiglio di sicurezza nazionale, organo consultivo collegato alla presidenza che riunisce alti funzionari politici, della sicurezza e militari. "I casi di esplosioni nei depositi di munizioni sono diventati più frequenti", ha sottolineato parlando ai giornalisti.

EMCO appartiene all’industriale bulgaro del settore della difesa Emilian Gebrev, sopravvissuto nel 2015 a un tentativo di avvelenamento insieme al figlio e a un altro dirigente dell’azienda. La procura bulgara ha incriminato tre cittadini russi in relazione a quel caso. Inoltre, sei russi sono stati incriminati per atti di terrorismo in relazione a quattro esplosioni avvenute in impianti di armamento bulgari tra il 2011 e il 2020.

Il sesto caso in poche settimane

Nelle ultime settimane si sono verificati diversi incidenti che hanno colpito aziende del settore della difesa in paesi europei che sostengono l’Ucraina.

Il 10 agosto, come detto, è andato a fuoco un deposito EMCO in Bulgaria. Il 13 agosto, una potente esplosione ha interessato lo stabilimento della KNDS Ammo Italy a Colleferro, in Italia. Il 15 agosto, un edificio appartenente alla Milrem Robotics, un'azienda estone produttrice di robotica militare, è stato incendiato a Tallinn, e le autorità sospettano ci sia la mano di Mosca. Il 28 agosto, un tentativo di incendio doloso è stato sventato in Slovacchia presso lo stabilimento della Skyeton, un'azienda ucraina produttrice di droni Raybird. 

Il primo settembre un incendio è scoppiato in una fabbrica di componenti per droni della società WB Electronics nella città polacca di Skarzysko-Kamienna, e gli inquirenti non escludono l'ipotesi di incendio doloso, secondo quanto riportato dai media polacchi. WB Electronics, riporta il Kyiv Independent, è una delle principali aziende polacche nel settore della difesa, produce droni utilizzati anche dall'esercito ucraino. I magistrati polacchi indagano "per partecipazione alle attività di un servizio di intelligence straniero diretto contro la Repubblica di Polonia e per un reato terroristico, consistente nell'aver deliberatamente causato un incendio nei locali della fabbrica WB Electronics utilizzando un dispositivo contenente materiali infiammabili".

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