CNN TürkHAYSİYET 3. BÖLÜM FULL İZLEME LİNKİ: Haysiyet yeni bölümde neler olacak? Kanal D Haysiyet kesintisiz izleESPN DeportesGiants pierden por tiempo prolongado a DartThe Jerusalem PostTrump pledges 'unmatched military might' against drug cartels at UNGAESPNSources: Giants QB Dart out for extended period, possibly rest of seasonPunchAlleged wiretapping: El-Rufai awaits Oct 26 no-case rulingDaily MaverickSAPS IN CRISIS: The State versus Shadrack Sibiya — unpacking the explosive rape, grooming, human trafficking chargesSDP Espectáculos¿Quién es quién en la serie de Timbiriche? Reparto y personajes para ViX한겨레이정현 검찰총장 대행 “이 대통령 공소취소, 진상조사 결과 살펴봐야”South China Morning PostShelters warn against poor treatment of warehouse guard dogs in New TerritoriesUOLRenan Santos: Jornalismo independente fez 'trabalho fundamental' no caso do Banco MasterColliderStar of Prime Video's #1 Action Hit Officially Responds to Shock CancellationSBS 뉴스김민석, '재제청 거부' 조 대법원장에 "대통령과 권력다툼 놀이 · 내란 성격"
The Daily Newsstand · Free, Always
Wednesday, September 23, 2026

Il cestista Pippo Ricci: "Quando fai parte di una squadra pensi prima agli altri che a te stesso"

Translate

“Se davvero da bambino volevo essere Robin, come il titolo del mio libro? E’ strano però è così”. Il cestista della Nazionale italiana e dell'Olimpia Milano, Pippo Ricci, è tornato a parlare dei cosidetti “glue-guys”, ovvero quelle persone che in un gruppo non sono leader ma un collante fondamentale.

L'occasione è stato l'incontro con gli studenti dell’Università LUMSA durante ii Welcome Days, il programma di accoglienza delle matricole, ai quali ha raccontato che “il ruolo dell'alleato, dell'amico fedele, quello che magari fa il lavoro sporco, mi è sempre piaciuto e penso sia sottovalutato quando in realtà è fondamentale”.

"Negli sport di squadra, di Batman ce n'è uno, due, tre al massimo. Tutti gli altri sono quelli dei collanti, i classici glue-guy come si dice nel gergo tecnico. Quelli che appunto pensano agli altri, fanno un blocco, prendono un rimbalzo, magari fanno un tagliafuori e il rimbalzo lo prende un altro giocatore. Non vanno a fine nelle statistiche ma sono fondamentali poi per vincere le partite e campionati. Io ho capito che se volevo fare carriera e arrivare in alto, dovevo essere un glue-guy, dovevo pensare agli altri e fare il lavoro sporco. Insomma, dovevo essere Robin, un ruolo che mi è sempre piaciuto”.

Sollecitato sull’intensa attività filantropica che svolge come presidente della Amani Education ODV, Ricci ha risposto: “Quando vivi in uno spogliatoio e fai parte di una squadra pensi agli altri prima di te stesso. Questo a me è sempre venuto naturale. Ho sempre pensato a chi mi stava accanto, sia in campo che fuori dal campo. Un po' viene anche dai miei genitori che sono due medici volontari, mi hanno insegnato quanto è importante tendere la mano verso chi ha più bisogno, verso i più deboli, verso gli ultimi. Insomma, io provo a fare del mio meglio sia in campo che fuori. In campo cerco di essere il miglior compagno di squadra possibile. Da capitano poi devo pensare per forza alla squadra prima che a me stesso, provando anche a essere un modello per gli altri. Poi fuori dal campo ho imparato a provare anche a sfruttare il mio status di giocatore o comunque avere dei fan, in un modo positivo: adesso stiamo costruendo una scuola secondaria in Tanzania cambiando la vita di tante persone. Ho capito come usare il basket in un modo diverso per mandare anche un messaggio più importante. Provo sempre a fare del mio meglio sia dentro che fuori dal campo”.

Poi rivolto agli studenti: "Vi consiglio di non accontentarvi, di fare tante cose, di essere curiosi, di fare domande in aula, di andare a lezione, divertitevi, godetevi gli anni universitari, impegnatevi, perché questi sono gli anni più belli. La giornata è fatta di 24 ore e quindi il consiglio è quello di riempire la giornata, di fare tante cose: più cose fate, più vi sentite vivi, forti e frequentate l'università con tanta energia”, ha detto il cestista laureato in matematica, rivolgendosi direttamente ai giovani studenti.

Con l’occasione Pippo Ricci ha parlato anche del campionato italiano di basket che inizierà questo weekend con un focus sulle due squadre romane:
“Sicuramente queste due squadre della Capitale fanno bene a tutto il movimento perché alzano il livello del campionato. Avremo due trasferte a Roma, quindi ci sarà il motivo per visitare la città, per fortuna. Anche se di questa NBA Europe che sta arrivando non si sa ancora tanto, io sono sicuro che il basket di alto livello che torna a Roma farà bene a tutto il movimento. Non vedo l'ora di tornare, sia al PalaTiziano sia al PalaEur, per giocare e vincere ovviamente".

"La Maxima sulla carta forse è un pochino più forte dal punto di vista del talento, ma nella BC Roma c'è il mio amico Nico Mannion e non vedo l'ora di batterlo. Se quello di tornare a giocare a Roma, magari a fine carriera è un sogno nel cassetto? Ma chissà, se sarà nel mio destino: perché no? In questo momento sono diventato papà e mio figlio è nato a Milano, città dove sto bene e sono pure il capitano della squadra. Quindi se dovessi scegliere adesso direi che vorrei chiudere la mia carriera a Milano, però insomma vedremo”.

Al termine dell’incontro aperto dai saluti del prof. Francesco Bonini rettore dell’Università LUMSA  e moderato prof.ssa Gabriella Foschini, referente d'Ateneo per lo Sport è stata donata al campione la maglia della LUMSA SPORT UNITED, la società sportiva dell’Università LUMSA che offre gratuitamente agli studenti la possibilità di rappresentare i colori dell’ateneo nelle rappresentative di tennis, pallavolo, calcio e padel nonché la possibilità di frequentare i corsi di altre discipline come il basket e il canottaggio.

View the original on Rai News

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.