Legge elettorale, il rush finale alla Camera: dalle tre fiducie, all’ultimo voto segreto. Le tappe (giorno per giorno)
È la settimana del rush finale per l’approvazione della nuova legge elettorale voluta dalla destra. Il governo ritiene questa riforma uno snodo cruciale della legislatura e punta tutto a evitare sorprese o colpi di scena alla Camera dei deputati, dove il testo è tornato per la terza lettura dopo le modifiche apportate in Senato. Nelle scorse settimane Giorgia Meloni ha richiamato ministri e leader di partito. Il messaggio è stato chiarissimo: “Niente leggerezze. Andare sotto alla Camera avrebbe conseguenze inevitabili“. Dopo quanto accaduto a luglio proprio alla Camera, con il governo imploso sulle preferenze con il voto segreto e i franchi tiratori, la tensione è sempre alta. Giovedì scorso, però, è arrivato il primo sospiro di sollievo per il centrodestra: le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni sono state bocciate nonostante il voto segreto. Ma per evitare passi falsi il governo pone la fiducia su quasi tutti gli articoli modificati al Senato. Pertanto, in questo caso, il voto dei deputati sarà palese. L’ultimo scoglio da superare sarà il voto finale alla riforma, previsto giovedì a scrutinio segreto. Ma ecco tutte le ultime tappe della legge elettorale, giorno per giorno.
Lunedì: il governo chiede tre fiducie
Il governo, come preannunciato, pone la questione di fiducia sui primi tre articoli della legge elettorale, modificati, insieme all’articolo 8, al Senato. Si tratta, per i primi due in particolare, dell’introduzione delle preferenze con i capilista bloccati (“preferenze finte”, come le definiscono i partiti di opposizione) e della contestata modifica del numero di firme necessarie per presentare una lista alle Politiche. Il terzo riguarda una revisione territoriale dei collegi di Merano, Bolzano e Bressanone. Sul punto non ci sono emendamenti ma, essendo potenzialmente possibile chiedere il voto segreto, il governo per evitare problemi ha optato per la fiducia.
Martedì: si votano i primi articoli
Come da regolamento della Camera la fiducia si vota con chiama per appello nominale dei deputati dopo 24 ore. I deputati voteranno quindi, non prima delle 14, la prima fiducia sull’articolo 1. Non ci sarà voto finale sull’articolo (ma solo voto finale sul provvedimento). Dalle 12 sono previste le dichiarazioni di voto sulla fiducia. Terminata la votazione della fiducia sull’articolo 1 (che dura approssimativamente un’ora e un quarto) intorno alle 15.30 si terranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta sull‘articolo 2 e a seguire la chiama dei deputati.
Mercoledì: il voto dei restanti articoli
Dalle 9 si terranno le dichiarazioni di voto sulla terza fiducia posta dal governo lunedì e poi, non prima delle 10.50, ci sarà la chiama per appello nominale dei deputati. A seguire, entro le 13.30 si terranno le dichiarazioni di voto e, a seguire, il voto sull‘articolo 8. Si tratta della norma modificata dal Senato che ha introdotto il voto fuorisede per i caregiver: essendo stata votata all’unanimità, quindi anche con i voti dei partiti di opposizione, è l’unico articolo modificato a Palazzo Madama sul quale l’Esecutivo di Meloni non ha posto la fiducia. Tra l’altro non è possibile chiedere il voto segreto (in quanto non riguarda direttamente il meccanismo di trasformazione di voti in seggi). Sempre mercoledì al termine, e dopo il question time, dalle 16.15 si svolgerà l’esame degli ordini del giorno fino alle 20 e con eventuale prosecuzione notturne.
Giovedì: il voto finale (a scrutinio segreto)
Giovedì sarà il giorno clou. Dalle 10.30 sono previsti gli interventi con dichiarazioni di voto finale in diretta tv alla Rai e voto a scrutinio segreto alle 12.30. Potenzialmente è questo l’unico momento di rischio per le forze di governo. Ma una bocciatura farebbe naufragare l’intera riforma, non un singolo emendamento.
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