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Monday, October 19, 2026

Concluso a Palazzo Chigi il vertice sull'ordine pubblico con Meloni

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È in corso a Palazzo Chigi, a quanto si apprende, il vertice sull'ordine pubblico convocato ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla luce dei disordini di piazza dei giorni scorsi. Partecipano i vicepremier Matteo Salvini (in videocollegamento) e Antonio Tajani, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, e quelli dell'Intelligence. Poi, nel tardo pomeriggio o in serata, è atteso un altro vertice, sulla manovra, con Meloni e gli altri leader di maggioranza e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.

La decisione di Meloni di convocare il vertice sull'ordine pubblico è arrivata negli stessi minuti in cui nel cuore di Milano sciami di ragazzini davano vita a una nuova ondata di violenza, dopo una serie di confronti con Matteo Salvini e Antonio Tajani in cui sono state condivise forti preoccupazioni. La premier ha convocato l'incontro per fare il punto sulla gestione delle piazze, analizzare i report di Intelligence su un fenomeno ancora tutto da comprendere e, ha anticipato, per "valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos".

In particolare si pensa a norme sui minorenni, con la consapevolezza dell'imprescindibile confronto con il Quirinale su temi simili. La suggestione, si racconta nel centrodestra, è quella di un intervento sulla falsa riga del decreto Caivano. E FI suggerisce la convocazione di un Cdm nel capoluogo lombardo, "quale segnale di presenza dello Stato e di vicinanza e solidarietà ai cittadini di Milano e agli esercenti ingiustamente danneggiati". Un'idea ancora da approfondire ai piani alti dell'esecutivo.

Il vertice dovrebbe precedere o seguire quello sulla manovra previsto attorno alle 12.30. In presenza o in videocollegamento, al tavolo con Meloni ci dovrebbero essere i vertici di Servizi e Forze dell'ordine, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi (che nelle scorse ore ha avuto una riunione con il capo della Polizia e i massimi dirigenti del Viminale sui disordini a Milano), quello della Difesa Guido Crosetto e i due vicepremier. Salvini già indica una soluzione: traslare in un decreto alcune delle misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza varato dal governo a metà luglio e in esame al Senato.

Già una stretta era arrivata a febbraio, dopo il caos al corteo per Askatasuna, con il fermo preventivo. Una misura che secondo le opposizioni non ha funzionato. E che Salvini vuole estendere ai minori, come previsto dal ddl in Senato, che contiene anche la procedibilità d'ufficio per lesioni a pubblico ufficiale e la reclusione fino a 5 anni, con multa fino a 15mila euro, per danneggiamenti di gruppo. Il leader leghista cita anche il divieto di aggregazione per i responsabili di violenze di gruppo e l'introduzione del reato di danneggiamento di gruppo, con la possibilità di ricorrere all'arresto differito.

Salvini, che ha sempre nel mirino il ritorno al Viminale dopo il voto (è "precondizione per ogni futuro Governo", chiarisce il suo fedelissimo Claudio Borghi) domani a Milano in una conferenza stampa insisterà sulla "norma anti-maranza" e sui paletti per la cittadinanza a chi commette reati gravi. Ed invoca "maggiore libertà d'azione, nel rispetto dei codici, per le forze dell'ordine, sulla potenza degli idranti e il taser", rilanciando della cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni, nonché "il potenziamento di Strade sicure".

FdI si rivolge alle opposizioni per chiedere la sottoscrizione di una proposta di legge, nata dopo i disordini No Tav in Val Susa, "che estende il reato di associazione a delinquere agli sfascisti che si organizzano, anche in modo occasionale o via web, per trasformare i cortei in guerriglia urbana". Al termine di una domenica convulsa, anche FI fa il punto in una riunione convocata da Tajani. Un confronto in cui è emersa la preoccupazione che il fenomeno di guerriglia urbana possa dilagare. Nonché una serie di richieste: il rafforzamento di Strade sicure, l'assunzione di nuovo personale delle forze di sicurezza e "affrontare con la massima fermezza il tema del coinvolgimento dei minori nei disordini". Per gli azzurri "occorre dotare le forze dell'ordine degli strumenti regolamentari e normativi per procedere all'arresto dei minorenni, specie nei casi di devastazione e saccheggio, e 

accelerare l'iter legislativo delle norme che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni".

Fonti qualificate assicurano che al momento non è previsto l'esame di bozze di decreto. Ma le ipotesi verranno messe sul tavolo a Palazzo Chigi. Se si deciderà di procedere con un provvedimento d'urgenza non è escluso che approdi nel prossimo Cdm, previsto per venerdì. In ambienti dell'esecutivo filtra che sono in corso in queste ore valutazioni anche sulla gestione delle piazze. E qualche malumore sarebbe emerso su Milano.

Intanto, dietro le quinte, come confida qualche fonte di maggioranza, nelle chat interne dei parlamentari non ci sono solo commenti sulle violenze e ragionamenti sulle proposte.
Qualche esponente di centrodestra con cinismo osserva che l'ondata di disordini "può valere un paio di punti nei sondaggi".

Renzi: 'Meloni e Piantedosi non fermano i maranza, serve un nuovo ministro'

"Ciò che abbiamo visto a Milano con ragazzini, spesso maranza, che attaccano le camionette dei carabinieri, colpiscono dirigenti di polizia, spaccano vetrine per rubare, vandalizzano persino le librerie non ha niente a che vedere con il carovita. Si tratta di pura delinquenza, si tratta di una criminalità senza giustificativi. Dire parole chiare e nette contro la violenza è una priorità e noi lo abbiamo fatto subito, dal primo istante. Quando nel maggio 2015 eravamo al Governo e i black block attaccarono Milano il primo giorno dell'Expo, noi chiamammo a raccolta tutta la comunità civile per ripulire la città e porre un argine alla violenza dei teppisti. Contro i violenti tutta la comunità civile sta insieme, senza distinzione di parte". Lo scrive nella sua enews il leader di Iv Matteo Renzi.

"In questo senso l'atteggiamento della Premier Meloni e del Ministro Piantedosi che attaccano le opposizioni senza spiegare perché non siano riusciti a bloccare i maranza è insopportabile. L'ho spiegato ieri in questo post. Il compito del Viminale non è fare analisi sociologiche: il compito del Ministro è garantire legge e ordine. Piantedosi non c'è riuscito e non è che può dare alla sinistra la colpa dei propri fallimenti. Così come non ha senso fare altre leggi se il Governo non riesce a far attuare nemmeno le leggi che ci sono. E dai su: non serve cambiare ancora la legge, bisogna applicare la legge. E non serve un nuovo decreto, serve un ministro nuovo. Perché da quando ci sono Meloni e Piantedosi c'è meno sicurezza: in tutto il mondo chi governa si prende le proprie responsabilità. Da noi chi governa dà la colpa all'opposizione. Strano, no?", si domanda Renzi.

"Esiste un'emergenza carovita? Sì. Le proteste cui stiamo assistendo al Sud, molto diverse dalla violenza di Milano, ricordano che tra gasolio, inflazione, mutui la situazione del ceto medio si è fatta drammatica. Noi di Italia Viva fummo persino presi in giro quando lanciammo questo volantino, più di un anno fa: Giorgia quanto ci costi?. Ci dissero che quella non era la priorità e ci dissero che non era vero nulla, nemmeno quando feci un Question Time a Giorgia Meloni sul punto specifico. Ancora oggi ci raccontano un Paese in cui le retribuzioni - secondo loro - crescono più dei salari. È falso. C'è una gigantesca emergenza sociale che il Governo non coglie", scrive il leader di Iv.

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