Ucraina, Zelensky: “Potrei prendere in considerazione le elezioni online”. Salgono a 53 i morti del centro umanitario colpito
“Tutte le professioni sono importanti, ma in tempo di guerra quella del soldato è la più importante, perché i soldati rischiano la vita. E consentire le elezioni ma non permettere ai soldati di votare è ingiusto. È ingiusto al 100%. Possiamo pensare alle elezioni online. Potrebbe essere una soluzione realistica, ma poi il parlamento dovrà cercare e trovare una soluzione”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando al canale televisivo tedesco Zdf, ha annunciato la possibilità di tenere elezioni online. Il suo mandato è scaduto nel 2024, ma la legge marziale in vigore dall’inizio dell’invasione russa e la stessa Costituzione ucraina vietano lo svolgimento di consultazioni elettorali in tempo di guerra. Dunque, una data per le elezioni non è stata fissata, anche se la Casa Bianca, nei mesi scorsi, aveva esercitato forti pressioni su Kiev per indire le elezioni entro la scorsa primavera.
Intanto, mentre continuano gli attacchi, nel villaggio di Komyshuvakha, dove un centro umanitario è stato colpito dagli attacchi aerei russi, il numero dei morti è salito a 53. Si stima che altre 50 persone siano ancora intrappolate sotto le macerie, ha fatto sapere la polizia regionale di Zaporizhzhia, citata dalla Ukrainska Pravda. Le forze dell’ordine hanno riferito che le operazioni di emergenza e di soccorso sul luogo della scuola distrutta sono ancora in corso.
Tusk: “In inverno Putin potrebbe intensificare i combattimenti” – Sul fronte diplomatico, la Nato, in una nota, ha affermato che gli alleati dell’Ucraina stanno lavorando per raggiungere una fine “giusta e duratura” della guerra in vista dei colloqui trilaterali mediati dagli Stati Uniti in programma la prossima settimana ad Abu Dhabi. Un messaggio che è arrivato dopo che ieri sera il presidente americano, Donald Trump, ha parlato di un grande accordo con la Russia che coinvolgerebbe “tutta l’Europa”. Gli incontri tenuti giovedì a Bruxelles tra rappresentanti della Nato, degli Stati Uniti, dell’Ucraina e dei Paesi europei “hanno fatto seguito alle proficue discussioni di Miami e Oslo e miravano a promuovere una fine giusta e duratura della guerra in Ucraina”, ha affermato una portavoce dell’Alleanza atlantica. Tuttavia, in un’intervista alla Stampa, il premier polacco Donald Tusk ha dichiarato che “per quanto riguarda i colloqui di pace, bisogna essere realisti. Dobbiamo essere molto cauti riguardo alle reali intenzioni della Russia. In inverno – ha proseguito -, Putin potrebbe avere meno incentivi a raggiungere un accordo”, spiega il primo ministro polacco, convinto che sfrutterà la stagione più fredda per intensificare i combattimenti. “L’ultima cosa che vogliamo è che l’Europa occidentale tratti con la Russia sulla pelle degli europei dell’Est, sottolinea il premier, non contento del formato E3 che esclude Varsavia ai colloqui. “Abbiamo molti formati – spiega Tusk – come Unione europea, come Coalizione dei Volenterosi. Abbiamo una posizione chiara. Io sono pienamente coinvolto in questi processi”.
A partire dalla prossima settimana, la Polonia ospiterà la maxi-esercitazione della Coalizione dei Volenterosi per un eventuale dispiegamento in Ucraina, se e quando ci sarà la pace. “L’esercitazione non significa che ci sarà un cessate il fuoco a breve – mette le mani avanti il primo ministro – ma vogliamo essere pronti. L’esercitazione ci aiuterà a prepararci in modo pratico a potenziali garanzie di sicurezza. La Polonia avrà un ruolo importante di supporto logistico ma, come ho detto molte volte, non invieremo truppe in Ucraina. Tusk passa poi a parlare del rischio di possibili azioni di sabotaggio o di incursioni: “Siamo abbastanza preparati a questo tipo di azioni. Il problema è se la Russia dovesse usare droni massicciamente contro di noi, droni armati. Per questo stiamo intensificando i sistemi di difesa in questo campo”. La minaccia, secondo Tusk, potrebbe materializzarsi in diverse forme: “È molto difficile distinguere tra guerra ibrida, guerra cibernetica e queste provocazioni vicino a Kaliningrad. Possiamo vedere tutte queste cose accadere contemporaneamente”.
La guerra – Una raffineria di petrolio è stata attaccata nella notte da droni ucraini che hanno innescato incendi ed esplosioni nella Russia meridionale. Secondo quanto riportato dal canale ucraino Exilenova Plus, è scoppiato un incendio presso la raffineria di petrolio Afipsky, nella regione meridionale del Territorio di Krasnodar. Un’altra ondata di attacchi ha colpito il sito nelle prime ore del mattino e ulteriori esplosioni sono state segnalate nei pressi della città di Krasnodar, ha riferito la testata, secondo cui esplosioni e incendi sono stati segnalati anche nella vicina Repubblica di Adighezia. Rispetto invece agli attacchi russi, lo Stato Maggiore di Kiev, ha fatto sapere che tra il 29 ottobre e il 4 novembre, le forze di Mosca hanno impiegato 7.947 droni d’attacco dei tipi Lancet e Molniya a livello tattico. Le Forze di Difesa ucraine ne hanno neutralizzato quasi il 91%. I vertici militari sottolineano che la battaglia per il controllo dei cieli non si svolge soltanto sopra i centri abitati nelle retrovie, dove vengono intercettati i droni di tipo Shahed – sia quelli convenzionali che quelli a propulsione a getto – ma viene combattuta quotidianamente anche lungo la linea del fronte; da essa dipendono infatti la tenuta del fronte stesso, la sicurezza delle comunità che vi si trovano a ridosso e la vita dei civili. “Nel periodo compreso tra il 29 ottobre e il 4 novembre, il nemico ha impiegato 7.947 di questi droni. Le nostre unità ne hanno neutralizzati 7.225, pari a quasi il 91%. Il picco nell’impiego dei droni Molniya si è registrato il 30 ottobre, con 1.609 unità lanciate in un solo giorno. Nel corso della settimana, il nemico ha lanciato in media oltre 1.100 droni di questo tipo al giorno”, si legge nella nota.
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