“La tv in Asia trasmette continuamente programmi dedicati alle Dolomiti, ecco perché poi tutti vogliono venire a visitarle. E c’è la corsa a esplorare per primi destinazioni ancora poco note per mostrare contenuti esclusivi”
L’estate è ormai archiviata e l’inverno deve ancora imbiancare le cime, ma sulle Dolomiti l’overtourism non accenna a placarsi. Complici le temperature miti e la proliferazione di video virali sul foliage autunnale, i sentieri e le valli registrano un affollamento costante. Un’analisi riportata dal Corriere della Sera svela ora le dinamiche di questo flusso fuori stagione: l’impennata del turismo asiatico, guidato dalla televisione e dalla competizione sui social.
Kim HyunJin, esperto di turismo residente in Europa, ha spiegato al quotidiano che il pubblico sudcoreano, trovando sature le mete classiche come Roma, Venezia o Milano, è alla ricerca di nuove destinazioni. “A fare da volano sono i media asiatici: la trasmissione continua di programmi televisivi e format web dedicati alle Dolomiti ha trasformato il territorio altoatesino in una meta di culto“. Si innesca così una precisa dinamica competitiva legata alle piattaforme digitali, definita dall’esperto come “la corsa a esplorare per primi destinazioni ancora poco note per mostrare contenuti esclusivi”.
Questo meccanismo spalma gli arrivi nei mesi autunnali e satura specifici punti di interesse, trasformandoli in set fotografici. Il lago di Braies, spinto dalla fiction italiana “A un passo dal cielo”, ha richiesto l’introduzione del numero chiuso estivo nel 2022. Il monte Seceda, proiettato sugli schermi mondiali nel 2023 durante la presentazione dell’iPhone 15, ha visto l’installazione di un tornello per gestire le code di turisti. L’ultimo hotspot preso d’assalto è la chiesetta di San Giacomo a Ranui, in val di Funes.
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