Dopo l'IA arrivano anche le accuse di plagio, bufera sullo scrittore Thélyson Orélien

Non si placa la bufera sullo scrittore canadese di origini haitiane Thélyson Orélien. Dopo le accuse di aver usato l'Intelligenza artificiale per scrivere il suo romanzo C'était ça ou mourir, uno dei best-seller della rentrée letteraria nel mondo francofono, lo scrittore di 38 anni viene adesso accusato di plagio in Canada per testi pubblicati una decina di anni fa.
Il quotidiano del Québec, la Presse, rivela, tra l'altro, che un articolo pubblicato da Orélien nel 2013 è nella sua ''quasi totalità'' una ''traduzione leggermente rimaneggiata'' di un articolo diffuso qualche giorno prima su un giornale filippino, The Philippine Star, ancora fruibile sul web.
Intanto, in Francia, l'editoria è in subbuglio per l'accusa secondo cui Orélien avrebbe scritto ''integralmente'' il suo primo romanzo con l'IA. Accuse pesantissime, mosse lunedì da un anonimo su X, suscitando un polverone a Parigi e non solo.
"Ho sempre amato la creatività e la scrittura, non vedo perché dovrei fare appello ad una macchina", si è difeso il diretto interessato su Libération, annunciando la ''costituzione di un dossier'' con i suoi editori per ''dimostrare'' di aver scritto il libro di suo pugno. Mentre l'editore Grasset si schiera in difesa dell'autore, condannando ''fermamente le dichiarazioni malevole'', che "feriscono profondamente lo scrittore, al centro di un percorso eccezionale".
"È necessario un vero dibattito", commenta da parte sua lo scrittore Philippe Claudel, presidente dell'Académie Goncourt, intervistato dall'agenzia France Presse. "Di fronte a simili accuse - aggiunge - occorre molta prudenza", poiché "emergono numerosi interrogativi. Chi c'è dietro questo account anonimo? Perché proprio ora? Con quale scopo? Quanto sono affidabili gli strumenti utilizzati per rilevare l'uso dell'IA?".
Altrettante questioni destinate ad agitare il settore in vista dei premi letterari autunnali - tra cui il Goncourt, che verrà assegnato il 4 novembre - proprio mentre Orélien figura in tutte le selezioni e si è già aggiudicato il Prix Fnac 2026.
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