Ucraina, il presidente della Commissione parlamentare sulla Difesa: “Stiamo perdendo la guerra, trattiamo per punti fino ad arrivare alla pace”
La realtà è che “stiamo perdendo la guerra”. Oleksii Goncharenko è membro del partito filo-Ue Solidarietà europea e presiede la Commissione temporanea d’inchiesta del Parlamento ucraino sulle violazioni nel settore della difesa e delle leggi anti-corruzione durante la guerra. Venerdì ha lanciato una proposta che in Ucraina sta facendo molto discutere.
“Naturalmente, la Russia è colpevole di tutto“, premette il deputato su Telegram, ma “la realtà” è che “stiamo perdendo la guerra, stiamo perdendo un’enorme quantità di persone, non abbiamo soldi nostri non solo per pagare la guerra, ma nemmeno per far funzionare il Paese, stiamo perdendo imprese ed economia (per la prima volta in 100 anni, in una settimana non abbiamo prodotto neanche una tonnellata di acciaio) e ogni volta le condizioni che ci troviamo ad affrontare sono peggiori delle precedenti”. E “la strategia scelta dalle autorità — la ricerca della Wunderwaffe (l’arma miracolosa) che risolverà tutti i nostri problemi — è assurda”, perché su questo piano Mosca è stata in vantaggio dall’inizio della guerra e continuerà a esserlo.
E’ chiaro, prosegue Goncharenko, quale sia “l’obiettivo strategico della Russia in questa fase della guerra”: “Vogliono la revoca delle sanzioni sui loro prodotti energetici. Vogliono commerciare e guadagnare con petrolio e gas. Se si vive nella realtà, si nota come moltissime aziende stiano gradualmente tornando in Russia. Come lì ricomincino a svolgere attività economiche. Come un’enorme quantità di aziende europee venda ai russi componenti per missili (!)”.
Di fronte a tutto questo “se proprio si aprono gli occhi, si vede come il più grande amico di Volodymyr Zelensky — Emmanuel Macron — abbia tolto le sanzioni a due miliardari russi: Usmanov e Fridman”, mentre l’Ucraina ha soltanto “ricevuto parole di sostegno e compassione”. “Il fatto è che i soldi sono più importanti dei valori”, conclude il deputato di Solidarietà europea, e “per i nostri alleati sono importanti i soldi. E i nostri alleati americani vogliono prezzi bassi per le risorse energetiche”.
Di qui la proposta. Visto che prima o poi “le sanzioni contro la Russia verranno comunque tolte”, “proponiamone noi stessi la revoca in cambio della cessazione di qualsiasi attacco a lunga gittata, dello sblocco del Mar Nero e della limitazione delle operazioni militari al tratto del fronte nel Donbass”. In sostanza, prosegue Goncharenko, “dobbiamo cominciare a negoziare. Non funzionerà tutto immediatamente. Ma quando, passo dopo passo, cominceremo a raggiungere accordi e questi accordi (!) verranno rispettati, gradualmente sarà possibile raggiungere un accordo anche su qualcosa di più. E finalmente ottenere la pace”.
La questione più difficile resta quella che riguarda il Donbass e i territori occupati dalle forze russe. Il deputato propone di procedere per singoli accordi: “Dopo che avremo fermato gli attacchi alle scuole, agli ospedali, ai porti, agli edifici residenziali, ai ponti, quando limiteremo i combattimenti soltanto al Donbass, a quel punto si potrà uscire e cercare una formula per risolvere la questione”. Le opzioni ci sono: “Cessazione dei combattimenti lungo la linea. Zona neutrale. Ritiro sia delle truppe russe sia di quelle ucraine. Zona sotto il controllo dell’Onu”.
Ma per raggiungere un risultato “dobbiamo cominciare dalle piccole cose e arrivare gradualmente alla cessazione di tutto. Non c’è altra possibilità. Abbiamo provato tutto il possibile. Non possiamo sconfiggere la Russia. La Russia non può sconfiggere noi”. Uno stallo di cui occorre prendere atto e che è possibile interrompere solo cambiando prospettiva: “Siamo in una situazione di parità, perciò l’unica via d’uscita è negoziare. Negoziare significa fare concessioni reciproche. Capisco che sia doloroso, ma non c’è altra via d’uscita”.
La proposta di Goncharenko non è condivisa dal suo partito. “La pace deve porre fine alla guerra. Ma la pace non può significare la rinuncia allo Stato e all’identità ucraina”, puntualizzano i membri del gruppo parlamentare di Solidarietà Europea. “L’Ucraina ha bisogno di un piano di pace ucraino. Il governo deve presentare alla società una strategia chiara e realistica per porre fine alla guerra”, premettono. Ma “la pace arriva solo quando dopo l’ultimo colpo ci sono sufficienti garanzie che non ci sarà una nuova guerra. Finché le garanzie internazionali rimangono oggetto di negoziazioni, le Forze Armate dell’Ucraina rimangono la garanzia più affidabile della sicurezza ucraina”. Nel frattempo Kiev “ha bisogno di riarmarsi“, “di un sostegno finanziario a lungo termine da parte dei suoi partner” e “di una maggiore pressione sanzionatoria sulla Russia”.
Zelensky ha già riposto di no alla proposta. “Per quanto difficile possa essere, non possiamo piegarci a Putin e alla Russia, perché l’Ucraina ne risentirebbe”, ha commentato domenica il presidente. “Gli interessi del nostro Stato – ha aggiunto – non possono essere sacrificati in nessuna circostanza”.
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