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Friday, September 11, 2026

US Open, la finale: Sabalenka contro Rybakina, crolla il regno della n. 1

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La finale femminile dello US Open 2026 mette di fronte le prime due tenniste del mondo, Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina, in uno scontro che vale anche il cambio al vertice della classifica WTA.

Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina sono l’archetipo della tennista moderna, fatta di potenza pura, ritmo altissimo e capacità di dettare gioco da ogni posizione. Contro di loro il tempo si accorcia, le risposte diventano istintive e ogni scambio rischia di trasformarsi in un duello a chi alza per primo la testa dalla palla. A Flushing Meadows, dove il cemento premia chi osa e il pubblico esalta le grandi battaglie, le due si ritrovano di nuovo di fronte dopo essersi già giocate titoli importanti, con in più stavolta il peso simbolico di un cambio di era: da un lato la regina uscente, dall’altra la nuova n.1 che ha scalzato il trono.

La rivalità Sabalenka-Rybakina ha prodotto grandi partite, e mentre Sabalenka ha vinto più incontri (10-7), Rybakina ha vinto ultimamente i più importanti, inclusa la finale degli Australian Open quest'anno e la finale dei WTA Finals lo scorso anno. Nel 2023, Sabalenka ha vinto la finale degli Australian Open.

Aryna Sabalenka US Open 2026

Aryna Sabalenka US Open 2026 (AFP)

Testa di serie n. 1 e campionessa in carica, Sabalenka è arrivata in finale con un cammino solido e senza veri rischi, confermandosi la regina di New York. Ha battuto Camila Osorio 6-2, 6-4 al primo turno, travolto Polina Latcenko 6-1, 6-1 al secondo, superato Kamilla Rakhimova 6-3, 6-4 al terzo, eliminato Taylor Townsend 6-4, 6-3 negli ottavi e vinto un thriller contro la campionessa di Wimbledon Linda Nosková 7-6(1), 3-6, 7-6(7) nei quarti. 

In semifinale ha dominato Jessica Pegula 7-5, 6-2, raggiungendo così la quarta finale consecutiva allo US Open e allungando a 20 la striscia di vittorie nel torneo newyorkese. Il match contro Nosková è stato il suo unico vero test: due tie-break vinti con autorità e una tenuta mentale da numero uno nei momenti decisivi.

Indian Wells, Elena Rybakina

Indian Wells, Elena Rybakina (Afp)

Per Rybakina, testa di serie n. 2, questo US Open è stato anche un test fisico dopo un periodo di problemi di salute: poche settimane prima del torneo aveva ammesso di “non riuscire nemmeno a camminare”, rendendo il suo arrivo in finale ancora più significativo.

Ha battuto Thea Frodin 6-3, 6-2 al primo turno, superato Jessica Bouzas Maneiro 6-2, 6-4 al secondo, eliminato Yuliia Starodubtseva 7-6(6), 6-3 al terzo, travolto Naomi Osaka 6-1, 6-4 negli ottavi, rimontato su Zheng Qinwen 3-6, 6-1, 6-4 nei quarti e battuto Coco Gauff 3-6, 6-4, 6-4 in semifinale in una partita nervosa e fisica contro il pubblico di casa. 

Dopo aver perso il primo set contro Zheng e poi contro Gauff, Rybakina ha mostrato una grande capacità di adattamento: ha anticipato i tempi dei colpi, aumentato l’aggressività da fondo e tenuto il servizio nei momenti chiave, chiudendo entrambe le partite al terzo set.

Tennis, India Wells: Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina

Tennis, India Wells: Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina (Ap Photo )

Questo US Open segna la fine del regno di Sabalenka al n. 1 e l’ascesa di Rybakina in vetta alla classifica WTA. Sabalenka era n.1 da 99 settimane consecutive. Rybakina ha matematicamente conquistato il n. 1 raggiungendo le semifinali: da quel momento era certa che avrebbe superato Sabalenka nel ranking aggiornato il lunedì successivo alla finale. 

La kazaka sarà quindi la nuova n.1 del mondo quando uscirà la classifica post-US Open, indipendentemente dall’esito della finale. Lo scenario è particolarmente simbolico: la finale mette di fronte la “vecchia” n. 1 (Sabalenka, in cerca del terzo US Open consecutivo e del quinto Slam in carriera) e la “nuova” n. 1 (Rybakina, già vincitrice di un major nel 2026 e ora al primo posto). Se Rybakina vincesse, consoliderebbe immediatamente il suo primato; se dovesse perdere, resterebbe comunque n. 1, ma con Sabalenka vicinissima e pronta a riprendersi la vetta al primo risultato utile.

Sul piano tecnico, questa finale è uno scontro tra due modi diversi di intendere la potenza: Sabalenka cerca il punto chiuso con anticipi corti e traiettorie piatte, Rybakina lavora di allungo, angoli e tempismo per aprire il campo. La chiave sarà il servizio: chi terrà percentuali alte al primo e saprà variare piazzamento e velocità potrà controllare il ritmo e limitare le risposte aggressive dell’avversaria. 

Dal lato dello spettacolo, il pubblico dell’Arthur Ashe Stadium avrà il suo dazio: scambi cortissimi esplosivi, break point trasformati in urla e brividi, e quel mix di tensione e catarsi tipico delle grandi finali Slam. Alla fine, vincerà chi saprà gestire meglio i momenti di pressione, ma il tennis, quello vero, lo regaleranno al pubblico entrambe.

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