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Friday, September 18, 2026

Processo Hydra, danneggiata l’auto della pm Alessandra Cerreti. Era parcheggiata dentro al Palazzo di Giustizia di Milano

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Processo Hydra, dannegiata l’auto del pm Alessandra Cerreti. Era parcheggiata dentro al Palazzo di Giustizia di Milano

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Tre colpi uno di seguito all’altro contro il vetro blindato dell’auto di scorta del pm antimafia Alessandra Cerreti. Il primo accanto alla guarnizione del finestrino. Segno, sostengono gli inquirenti, che l’obiettivo era sfondare e non solo danneggiare. Andata buca la prima, si è riprovato con altri due fendenti centrali, un accanto all’altro. A essere usato non un cacciavite, ma più più probabilmente un martello. Così si presentava martedì mattina l’auto del magistrato milanese titolare della maxi indagine Hydra sul Consorzio di mafie al Nord. Fascicolo, che dopo una prima vittoria in abbreviato con oltre 500 anni di condanne, ora si sta svolgendo in ordinario. La notizia è stata riportata oggi sull’edizione locale di Repubblica.

Il tentativo di infrangere il vetro dell’auto di scorta è avvenuto all’interno dei parcheggi del Palazzo di Giustizia che stanno sul lato di via Manara. Ad accorgersene è stata la scorta del pm, quando la mattina di martedì durante la bonifica e prima di far salire il magistrato, ha rilevato i tre colpi sul vetro. Da qui l’ipotesi che tutto sia avvenuto la notte tra lunedì e martedì con l’auto parcheggiata. La berlina blindata era stata lasciata in sosta, come di consuetudine, verso le 19 di lunedì e poi ripresa la mattina verso le otto. In quel momento l’autista che sta andando sotto la casa del magistrato però non si accorge di nulla. Il danno sarà rilevato successivamente dai carabinieri.

Immediate sono partite le indagini affidate al Nucleo investigativo coordinato dal colonnello Antonio Coppola. E subito si è andati a scaricare le immagini della videosorveglianza. Dai frame però non emerge nulla. O meglio, le telecamere non riprendono alcun individuo avvicinarsi all’auto. Da qui l’idea che il fatto possa essere accaduto nei giorni precedenti e per questo si stanno scaricando anche quei video. Non vi è dubbio, secondo chi indaga, che l’obiettivo fosse l’auto di scorta del pm Cerreti. Anche perché accanto vi erano altre auto identiche, blindate e non. Dunque, è l’ipotesi, l’autore del gesto aveva in tasca il numero di targa. Allo stato dunque gli accertamenti vengono svolti dai carabinieri di Milano. A breve poi il fascicolo dovrebbe passare alla Procura di Brescia competente per i magistrati del distretto di Milano.

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