Bilancio Ue, Costa propone nuove tasse europee per limitare i tagli e la Germania lo attacca: “Perso il contatto con la realtà”
Più passano i giorni e più quella sul prossimo bilancio settennale dell’Unione europea 2028-2034 assume le sembianze di una resa dei conti. Da una parte ci sono i Paesi del Nord, guidati dalla Germania, che chiedono un drastico taglio delle spese calcolate intorno ai 2mila miliardi di euro, dall’altro chi, per venire incontro alle richieste di questi Stati membri, cerca di impedire massicci tagli lineari proponendo un ampliamento della tassazione Ue. A farsi portavoce di questa posizione è stato il presidente del Consiglio Ue ed ex premier portoghese, il socialista Antonio Costa, in una recente intervista a Politico. Ma le sue parole hanno scatenato una reazione durissima di Berlino nei confronti di uno dei più alti rappresentanti delle istituzioni comunitarie: “Costa – ha dichiarato il ministro per l’Europa, Gunther Krichbaum – deve aver perso completamente il contatto con la realtà“.
Il tema dei tagli al prossimo bilancio Ue tiene in apprensione la Bubble brussellese. Non solo perché le iniziative da prendere avranno inevitabilmente delle ripercussioni politiche, ma anche perché a rimanere vittima della spending review europea potrebbero essere anche i dipendenti delle istituzioni comunitarie. I costi di gestione della macchina europea sono giudicati eccessivi dalla maggior parte degli Stati membri. Così adesso funzionari e staff rischiano tagli degli stipendi e mancati rinnovi. Il tutto mentre in autunno è previsto il test per il concorso pubblico per l’assunzione di nuovi funzionari che, considerando solo quelle esterne, ha raccolto circa 170mila candidature in tutta Europa. Alle quali si devono aggiungere quelle dei membri dello staff che fino a oggi hanno lavorato con rinnovi periodici. La presidenza di turno irlandese che sta guidando i negoziati sul bilancio ha già fatto sapere che “potrebbero essere effettuate delle riduzioni, dato che molti Stati mettono in discussione la giustificazione del proposto aumento di personale”. La Commissione, invece, ha proposto di assumere altri 2.500 funzionari nei prossimi sette anni, trovando l’opposizione di nove Paesi. Un taglio massiccio a questa voce rischierebbe di compromettere migliaia di carriere all’interno delle istituzioni Ue.
Anche per questo, Costa ha proposto che il risparmio non arrivi solo da tagli diretti ai costi di gestione o, è il timore di altri Paesi come Polonia e Italia, alle voci più importanti dei fondi europei, come quelli all’agricoltura, bensì dalla creazione di nuove tasse Ue. Nell’intervista a Politico, il membro portoghese della Commissione ha insistito sul fatto che l’Ue debba riuscire a raccogliere nuove risorse proprie: “Se non lo facciamo – ha detto – dovremo chiedere più soldi agli Stati membri. Sappiamo che dobbiamo mantenere i contributi nazionali entro limiti ragionevoli. Per questo, abbiamo bisogno di un paniere credibile di nuove risorse proprie”. Tradotto: l’Ue deve introdurre nuove tasse comunitarie.
L’anno scorso la Commissione aveva avanzato una proposta in merito, poi naufragata a causa dell’opposizione di alcuni Paesi, che prevedeva introiti per 60 miliardi all’anno. Tra le varie tassazioni c’era quella, ostacolata dalla Germania, sulle aziende che operano in Europa, nota come CORE, oltre a un meccanismo per convogliare i ricavi delle aziende inquinanti nel bilancio dell’Ue che la Polonia e altri Paesi dell’Europa orientale rifiutano. Il Parlamento europeo, a sua volta, aveva proposto imposte aggiuntive sulle criptovalute, il gioco d’azzardo e sulle grandi aziende digitali.
Ma a Berlino questa ipotesi non piace affatto e si chiede, invece, che le istituzioni avanzino proposte per tagliare costi di gestione e fondi europei. Da qui l’attacco di Krichbaum a Costa: la sua intervista, ha detto, “non è stata molto utile” e ha sollecitato “maggiore realismo” sul bilancio. “Bisogna chiedersi se il signor Costa abbia ormai perso completamente il contatto con la realtà – ha continuato – I bilanci nazionali sono sottoposti a una pressione enorme e tutti sanno che non ci sono limiti”.
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