Terremoto in Tibet, almeno 16 morti e 65 feriti
Sono almeno 16 le vittime accertate del terremoto di magnitudo 7 che ha colpito una regione montuosa del Tibet. Lo riferisce la Bbc, citando i media statali cinesi. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza e hanno inviato squadre di soccorso nell'area colpita, dove si contano 65 feriti, 11 dei quali in gravi condizioni. La fornitura di energia elettrica è stata interrotta e 339 abitazioni sono crollate; tuttavia, già nella mattinata di venerdì, in alcune zone è stato segnalato il ripristino della corrente. Secondo i media locali, oltre 12.400 persone sono state evacuate in seguito al sisma. La caduta di massi ha reso necessarie chiusure stradali, ostacolando l'accesso dei soccorritori alle zone d'alta quota più colpite. Il premier cinese Li Qiang ha sollecitato "interventi urgenti" per organizzare le operazioni di soccorso e l'assistenza medica ai feriti, nonché per provvedere al trasferimento e alla sistemazione adeguata dei residenti colpiti. L'Istituto geologico statunitense (USGS) ha registrato sette scosse nei pressi dell'epicentro, tutte all'interno della regione montuosa. La più intensa ha raggiunto una magnitudo di 5.2, a una profondità di 10 km. L'epicentro del sisma è stato localizzato nella contea di Baqên, nella regione di Nagqu, giovedì notte; a darne notizia è stata l'agenzia Xinhua, citando l'ufficio locale per la gestione delle emergenze. La contea - situata in quello che la Cina definisce "Regione autonoma del Tibet", in seguito all'annessione avvenuta negli anni '50 - si trova a 400 km a nord-est di Lhasa, il capoluogo della regione.
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