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Wednesday, October 21, 2026

Raid Houthi su una base militare, 73 morti. Londra invia i caccia in aiuto a Riad

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A Gaza le condizioni degli sfollati sono aggravate dal rischio di allagamenti, dalla carenza di servizi igienici e dalla mancanza di ripari adeguati in vista dell'inverno. Lo ha affermato il portavoce della segreteria generale dell'Onu Stephane Dujarric. Oltre 650 famiglie, ha ricordato, vivono in siti esaminati a Khan Younis. Tra queste, 160 famiglie si sono sistemate in una depressione del terreno un tempo utilizzata per raccogliere l'acqua piovana, oggi esposta al rischio di allagamenti con acqua piovana e liquami. Altri cinque siti hanno problemi strutturali, mentre un sesto si trova sul bordo di una scarpata e potrebbe essere soggetto a erosione. In questo caso, di fronte a nuove piogge potrebbe cedere il terreno, inghiottendo le tende dove sono riparate molte famiglie.

Hegseth, attacco a Minab? Indagini del Penatogono ancora in corso

A otto mesi dall'attacco missilistico che portò alla distruzione di una scuola elementare femminile a Minab, nel sud dell'Iran, con più di 120 bambini uccisi e 156 morti totali, il Pentagono non è giunto ancora a una conclusione dell'indagine avviata per accertare le responsabilità dell'attacco. Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth. 

"C'è un'indagine ancora in corso e quando arriverà il momento di rilasciare i risultati lo faremo", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti. 

Soccorritori e ospedali a Gaza: “Solo oggi sette morti negli attacchi israeliani”

Gli attacchi israeliani in diverse località della Striscia di Gaza hanno causato la morte di sette palestinesi, secondo quanto riferito dal servizio di protezione civile e da diversi ospedali. 

Due uomini sono rimasti uccisi in raid israeliani nella città di Al-Zawaida e nell'area di Wadi Gaza, nella parte centrale della Striscia, come dichiarato da Mahmoud Bassal, portavoce della protezione civile, e dall'ospedale dei Martiri di Al-Aqsa. Un attacco israeliano nella zona di Jabalia al-Balad, nel nord di Gaza, ha provocato una vittima, secondo quanto riferito da Bassal e dall'ospedale Al-Shifa; quest'ultimo ha inoltre segnalato l'arrivo di un'altra persona deceduta a seguito di un bombardamento nel quartiere di Zeitoun, a sud-est di Città di Gaza. L'esercito israeliano ha reso noto di aver "eliminato un terrorista di Hamas che aveva partecipato al rapimento di Shani Louk durante il massacro del 7 ottobre" nel corso di un'operazione nell'area di Jabalia. La donna israeliana in questione era stata ripresa durante l'attacco mentre giaceva a faccia in giù sul cassone di un pick-up, circondata da uomini armati; il suo corpo è stato successivamente rimpatriato. In un altro attacco israeliano, un uomo e sua moglie sono stati uccisi e diverse altre persone sono rimaste ferite all'interno di un complesso residenziale vicino all'ospedale Al-Shifa, nel quartiere di Al-Rimal, a ovest di Città di Gaza. L'ospedale Nasser ha riferito di aver ricevuto anche il corpo di un adolescente ucciso dal fuoco israeliano a sud di Khan Yunis, nella parte meridionale di Gaza. 

Iran, Foxnews : "Gli USA inviano la terza portaerei e altri 10mila militari in Medio Oriente"

Gli Stati Uniti stanno dispiegando in Medio Oriente il gruppo d'attacco della portaerei Uss “Theodore Roosevelt” e la 13esima Unità di spedizione dei Marines, aggiungendo circa 10mila marinai e marines alle forze presenti nella regione entro la fine di novembre. Lo riferisce Fox News. La Theodore Roosevelt si unirà alle portaerei Uss “George H.W. Bush” e Uss “George Washington”, portando a tre le portaerei americane nell'area, mentre il presidente Donald Trump valuta un ampliamento degli attacchi militari contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato.

A Roma il regista di "No Other Land", Basel Adra: "Stop all'impunità di Israele in Cisgiordania"

Solo quando "il governo italiano e gli altri governi occidentali" smetteranno di "garantire impunità al governo israeliano", la situazione in Cisgiordania potrà cambiare. Lo ha detto Basel Adra, attivista, avvocato, giornalista e regista palestinese del film "No Other Land", intervistato da askanews a margine dell'evento "Dall'economia di occupazione all'economia di liberazione" che si è tenuto oggi a Roma. Un evento organizzato dalla coalizione di oltre 20 organizzazioni promotrici della campagna "Stop al commercio con gli insediamenti illegali".

"Buongiorno, il mio nome è Basel Adra, oggi mentre sto parlando con te, in questo preciso istante, i bulldozer israeliani stanno distruggendo case a Masafer Yatta (nel sud della Cigiordania, ndr). Accade proprio ora, mentre ti sto parlando. E succede quasi ogni settimana. Le persone soffrono tanto a causa di queste demolizioni, perchè rimangono senza una casa dove tornare e sono costrette a rifugiarsi in vecchie grotte, dove è pericoloso vivere", ha denunciato Basel Adra.

"Queste azioni e il fatto che coloni e i soldati israeliani hanno
trasformato la raccolta delle olive in una zona di guerra:
attaccano gli agricoltori, rubano il raccolto e uccidono i palestinesi mentre sono intenti a raccogliere le olive; aggrediscono persino diplomatici e giornalisti", ha continuato l'attivista, facendo riferimento a quanto accaduto nei giorni scorsi alla fotoreporter del Washington Post, Heidi Levine,
aggredita nel villaggio di Abu Falah, a est di Ramallah, e a
diversi diplomatici europei, a loro volta aggrediti da coloni,
nei pressi del villaggio di Taybeh, a nord-est di Ramallah.

"Questo accade a causa dell'impunità garantita al governo israeliano dal governo italiano e da altri governi occidentali, che continuano a sostenere questo regime di apartheid e di genocidio", ha denunciato Adra, secondo cui "solo quando cambieranno le azioni qui, potrà cambiare la situazione sul campo. Nient'altro".

"Non parlatemi del governo israeliano o di un eventuale cambio dell'attuale leadership di Netanyahu e Ben-Gvir", ha continuato, facendo riferimento alle prossime elezioni in Israele, in programma il 27 ottobre, "perché noi palestinesi abbiamo una lunga esperienza con questi governi e sappiamo bene che sono solo sciocchezze".

"Del resto, sono gli stessi politici israeliani, sia della coalizione di governo che dell'opposizione, a dichiarare apertamente che continueranno a sostenere gli insediamenti e i coloni, e a portare avanti l'espansione delle colonie", ha concluso il regista Premio Oscar.

Yemen, Londra invia i caccia della RAF a sostegno dell'Arabia Saudita contro gli Houthi

Il Regno Unito ha annunciato l'invio in Arabia Saudita di caccia Typhoon della Raf, oltre a un aereo da trasporto Atlas A400M, per missioni difensive contro gli attacchi degli Houthi sostenuti dall'Iran. La decisione segna un'escalation del coinvolgimento britannico nel conflitto regionale. "I Typhoon della Raf condurranno operazioni di difesa aerea sull'Arabia Saudita, contribuendo a proteggere dagli attacchi Houthi le città saudite, le popolazioni civili e le infrastrutture nazionali critiche", ha dichiarato il ministro della Difesa Wes Streeting.

Israele, i patriarchi di Gerusalemme condannano i coloni

"Noi, Patriarchi e Capi delle Chiese a Gerusalemme, condanniamo il vile attacco perpetrato sabato 17 ottobre da coloni a volto coperto a Taybeh, ai danni dei residenti locali durante la raccolta delle olive e degli ospiti stranieri, tra cui diplomatici e funzionari di Paesi europei, che si trovavano con loro in una visita di solidarietà in aree soggette a continui attacchi da parte di analoghi gruppi di coloni. Questo violento attacco contro il villaggio cristiano di Taybeh e la sua popolazione pacifica non costituisce un episodio isolato". Così, in una nota, i Patriarchi e i Capi delle Chiese a Gerusalemme. 

"Nelle ultime settimane, i villaggi palestinesi in Cisgiordania sono stati oggetto di atti di terrore su larga scala da parte dei coloni; una situazione che raggiunge il culmine proprio durante la stagione della raccolta delle olive, quando le famiglie si recano sui propri terreni per raccogliere ciò di cui hanno bisogno per vivere e per rinnovare un legame con la terra che si tramanda da generazioni. A tal proposito, riteniamo che il pronunciamento religioso pubblicato di recente, che autorizzerebbe gli ebrei a impadronirsi delle olive dei palestinesi, sia infondato, estremamente preoccupante, pericoloso e assolutamente inaccettabile. Apprezziamo molto il fatto che diversi rabbini e altre voci del mondo ebraico abbiano pubblicamente preso le distanze da tale posizione. Ringraziamo il Presidente dello Stato di Israele, il signor Yitzhak Herzog, per le sue parole di condanna. Purtroppo, la realtà dei fatti dimostra che tali attacchi continuano a verificarsi a causa dell'impunità di cui godono i loro autori. Prendiamo atto dell'intervento della Polizia israeliana e degli arresti effettuati in seguito a questo attacco, ed esprimiamo l'auspicio che tale azione repressiva prosegua in modo serio e coerente, senza rimanere un provvedimento isolato". "Chiediamo alle autorità competenti - continuano - di assicurare i responsabili alla giustizia ed esortiamo la comunità internazionale a intensificare i propri sforzi per garantire la protezione degli abitanti di Taybeh e della Cisgiordania, nonché di tutti coloro che si recano in queste zone per esprimere la propria solidarietà. Rinnoviamo il nostro pieno sostegno alla comunità di Taybeh e alle sue chiese e continueremo, come in passato, a fare tutto il possibile per preservare la presenza cristiana in quel luogo. Eleviamo le nostre preghiere per gli abitanti di Taybeh e per tutta la popolazione della Terra Santa, affinché possano vivere nella sicurezza, nella giustizia e nella pace".

Yemen, salito a 73 il numero dei morti nell'attacco Houthi contro la base militare di Al-Alam


Il bilancio delle vittime dell'attacco missilistico sferrato dagli Houthi contro una base militare governativa nel sud dello Yemen è salito a 73 persone, tutte nuove reclute, il più letale attacco da quando i combattimenti nel Paese hanno iniziato a intensificarsi.

Le reclute avevano tutte un’età compresa tra i 18 e i 20 anni e alcune risultavano ancora disperse il giorno dopo che i ribelli sostenuti dall’Iran avevano colpito con missili balistici il campo di addestramento di al-Alam, nella provincia meridionale di Shabwa, come ha riferito all’Associated Press il governatore di Shabwa, Awad Ibn al-Wazir.

L’attacco di lunedì fa parte di una recente intensificazione dei combattimenti nello Yemen, iniziata quando le forze del governo riconosciuto a livello internazionale e della coalizione guidata dall’Arabia Saudita hanno lanciato attacchi aerei contro l’aeroporto internazionale di Sana’a, controllato dagli Houthi, nel mese di luglio, infrangendo l’accordo di cessate il fuoco del 2022 che aveva in gran parte fermato la guerra civile del Paese.

Gaza, due morti in attacco israeliano sferrato prima dell'alba

L’esercito israeliano ha colpito un appartamento a Gaza prima dell’alba, uccidendo due persone e ferendone altre.

Le due vittime erano un uomo e sua moglie, secondo quanto riferito dall’ospedale Shifa, dove sono stati trasportati i corpi

Iran, due petroliere a fuoco dopo aver urtato mine a Hormuz

Due petroliere si sono incendiate dopo aver urtato delle mine nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars, che cita le
Guardie Rivoluzionarie di Teheran.
 

Missile Houthi su un campo di addestramento ad Ataq, 58 morti

Il governatore del distretto di Shabwa, nello Yemen centrale, ha dichiarato che il bilancio delle vittime dell'attacco missilistico balistico degli Houthi contro il campo di addestramento di Al Alam vicino alla città di Ataq è salito a 58. Oltre 200 reclute sono rimaste ferite negli attacchi, molte delle quali, secondo quanto riferito, versano in condizioni critiche. 

Le autorità di Shabwa avevano precedentemente descritto l'attacco come un "vile atto terroristico". Il governo yemenita appoggiato dall'Arabia Saudita, in guerra con gli Houthi, ha promesso una risposta "ferma".

Esperti Onu: "Nuove minacce per la raccolta delle olive in Cisgiordania"

Con l'avvio della raccolta annuale delle olive, gli agricoltori palestinesi nella Cisgiordania occupata si trovano ad affrontare nuove minacce, hanno dichiarato oggi alcuni esperti indipendenti dell'Onu, esortando Israele a garantire la loro protezione e un accesso sicuro alle loro terre. Anno dopo anno, la violenza, la distruzione e le restrizioni si intensificano, affermano gli esperti ribadendo la loro preoccupazione per il perdurare di violenza, intimidazioni e restrizioni all'accesso imposte dalle forze israeliane agli agricoltori. I sei esperti - tra i quali la Relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati Francesca Albanese - si dicono preoccupati per gli ordini emessi dalle autorità militari israeliane nel settembre 2026, che dispongono la rimozione della vegetazione da circa 339.000 metri quadrati di terreni agricoli palestinesi nel nord e nel centro della Cisgiordania occupata, incluse aree coltivate a ulivi, affermano in un comunicato pubblicato a Ginevra. "Tali ordini prevedono lo sradicamento degli ulivi e impongono ai proprietari terrieri termini molto brevi per rimuovere la vegetazione e presentare eventuali ricorsi", sottolineano.   Per gli esperti indipendenti la raccolta delle olive "rappresenta una fonte essenziale di cibo, reddito e sostentamento per migliaia di famiglie palestinesi". Pertanto, gli agricoltori palestinesi devono essere "protetti e messi in condizione di accedere alle proprie terre in sicurezza", esortano i sei esperti. Durante la raccolta delle olive del 2025- aggiungono - sono stati documentati 178 attacchi da parte di coloni in tutta la Cisgiordania occupata, che hanno colpito 88città e villaggi palestinesi: si tratta del numero più elevato di località registrato dal 2020. Gli esperti esortano Israele a garantire che le proprie forze proteggano gli agricoltori palestinesi dagli attacchi dei coloni e la comunità internazionale, "in particolare gli Stati dotati di potere e influenza" ad esercitare la massima pressione per proteggere i civili palestinesi".

Rubio, Usa molto turbati da attacco a reporter in Cisgiordania

Gli Stati Uniti sono "molto turbati" dalle immagini dell'attacco alla fotoreporter americana Heidi Levine in Cisgiordania. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri  Marco Rubio, esortando Israele a "reprimere" la violenza nella regione. "Siamo molto turbati da quelle immagini e da ciò che stiamo vedendo", ha detto, dopo che la fotografa del Washington Post Heidi Levine è stata aggredita mentre documentava il raccolto annuale di olive dei palestinesi, ripetutamente interrotto dai coloni israeliani.
 

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