“Ho speso un milione per comprare e restaurare Torre di Pasolini, ora mi sfrattano”: lo sfogo di Gabriele Gallinari
C’è una torre medievale in mezzo ai boschi della Tuscia che ha ispirato gli ultimi versi del “Poeta delle ceneri”, Pier Paolo Pasolini. Oggi è al centro di una battaglia legale che coinvolge un attore, un ente locale e la Regione Lazio. È la Torre di Chia, a Soriano nel Cimino, nel Viterbese: Pasolini la visitò intorno al 1960 durante le riprese del “Vangelo secondo Matteo” e ne rimase affascinato. Nel 1970 riuscì ad acquistare Colle Casale insieme alla torre, e con Dante Ferretti progettò una residenza accanto ai ruderi.
Nel 2020 gli eredi misero la proprietà sul mercato. L’annuncio comparve su Immobiliare.it a 800mila euro, e i familiari parlarono di costi di manutenzione eccessivi. Il Ministero della Cultura valutò l’acquisto, ma lo Stato decise di non esercitare la prelazione. La cifra finale oscilla tra 750mila euro e 775mila, secondo Il Foglio.
Ad acquistarla è stato Gabriele Gallinari, attore teatrale di origini siciliane, ma romano d’adozione, apparso in diverse serie tv. Secondo il suo racconto al Messaggero, ha restaurato il complesso a proprie spese, circa un milione di euro, e lo ha aperto al pubblico. Replicando alle accuse, ha spiegato che oggi l’immobile ospita visite mensili, eventi culturali gratuiti e gruppi di studio internazionali.
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