“Preso a sassate perché disabile”, 25enne vittima di un branco di giovani. L’avvocato: “Sono veri e propri atti persecutori”
Prima le pietre lanciate contro la finestra della sua camera. Poi decine di telefonate anonime, gli insulti e le provocazioni sotto casa. Infine l’aggressione: un 25enne con disabilità di San Giovanni Rotondo, nel Foggiano, sarebbe stato preso a sassate da un gruppo di giovanissimi, riportando la frattura delle ossa del naso. Una persecuzione che, secondo la denuncia presentata dalla famiglia della vittima ai carabinieri attraverso l’avvocato Francesco Pio Leonardo Urbano, sarebbe andata avanti per settimane e avrebbe avuto come protagonisti alcuni ragazzi tra i 14 e i 18 anni. I militari stanno cercando di risalire alla loro identità e ricostruire con precisione quanto accaduto.
Tutto è iniziato tra giugno e luglio. A più riprese, il gruppo si sarebbe presentato nei pressi dell’abitazione del 25enne, lanciando pietre contro la finestra della sua camera. In altre occasioni, il giovane sarebbe stato bersagliato da continue telefonate anonime: circa 70 in un solo mese. “Abbiamo presentato denuncia fin dal primo episodio – spiega all’Ansa il legale -. La vittima non conosce gli aggressori. Non sa chi siano. L’ultimo episodio è relativo all’aggressione fisica”. Ed è proprio quell’episodio ad aver fatto precipitare la situazione. Secondo quanto ricostruito, il gruppo sarebbe tornato ancora una volta davanti all’abitazione del giovane, citofonando e rivolgendogli offese legate alla sua disabilità. Il 25enne sarebbe quindi sceso in strada per chiedere spiegazioni.
A quel punto, secondo la denuncia, sarebbero state lanciate contro di lui delle pietre. Il giovane è stato colpito al volto e ha riportato la rottura delle ossa nasali. È stato soccorso dal 118 e accompagnato in ospedale, dove è stato medicato. Ora toccherà agli investigatori identificare i responsabili e verificare la responsabilità dei singoli episodi. La vittima, secondo quanto riferito dal suo legale, non conoscerebbe i ragazzi che da settimane lo avrebbero preso di mira. “È un ragazzo perbene come la sua famiglia. Ha tanti amici, ride e scherza. Quanto sta accadendo è inspiegabile. Confidiamo nel lavoro di forze dell’ordine e magistratura”, afferma Urbano. L’avvocato respinge con decisione l’ipotesi che si possa parlare semplicemente di una bravata tra ragazzi. “Non si tratta di bravate, ma di veri e propri atti persecutori che stanno rendendo difficile la vita della vittima e dei suoi familiari. La nostra è una comunità di gente tranquilla e perbene”.
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