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Sunday, October 11, 2026

Milano, la Lega chiede le primarie per il sindaco. FI provoca: “Corrano da soli”. Tajani: “Vogliamo governare la città”

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Milano, la Lega chiede le primarie per il sindaco. FI provoca: “Possono correre da soli”. E Meloni irritata chiama Tajani

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“Se proprio non si dovesse trovare la quadra, e se proprio la Lega volesse fare una partita identitaria e correre da sola, non sarebbe una tragedia“. Le parole di Alessandro Sorte, segretario lombardo di Forza Italia, aprono una crisi diplomatica nel centrodestra alla ricerca di un accordo sul candidato sindaco di Milano. In vantaggio al momento è Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario azzurro alla Difesa che non dispiace a FdI. Ma la Lega insiste per Silvia Sardone e lancia la proposta inedita di scegliere il nome con le primarie. “Se non si decide al tavolo, e ci può stare, facciamo decidere ai milanesi”, ha detto sabato Matteo Salvini, convinto che l’ex consigliera comunale regina di preferenze vincerebbe facilmente ai gazebo. Una provocazione a cui Sorte ha risposto acido: “Le primarie, se le facciamo, le facciamo dappertutto. Non in via eccezionale solo a Milano”, ha chiuso il leader regionale dei berlusconiani, suggerendo al Carroccio, se ci tiene a candidare Sardone, di farlo in autonomia. In quel caso, assicura, “noi siamo sicuri che Forza Italia riuscirebbe a prendere più voti, attraendo anche l’elettorato moderato”, come accadde nel 1996 quando Gabriele Albertini “vinse senza la Lega. Si andrebbe un po’ a rifare il vecchio Polo della Libertà“, immagina.

Una sortita subito condannata dagli alleati, compresa Fratelli d’Italia. “Guai a fare muro contro muro“, avverte Ignazio La Russa parlando ai cronisti a margine della festa del Foglio a Firenze. Per il presidente del Senato è “sbagliato chiudere subito” alle primarie: “Come al solito il centrodestra troverà la sintesi con o senza primarie, non escludo niente. Noi non abbiamo chiesto le primarie, ma se un partito importante della coalizione come la Lega, specie a Milano, le chiede, non dico che bisogna farle, dico che non si può dire “Allora se ne va da solo“, quello è sbagliato”, argomenta. Secondo un retroscena di Repubblica, l’uscita di Sorte ha fatto arrabbiare anche Giorgia Meloni, che ha telefonato al leader azzurro Antonio Tajani chiedendogli di rettificare la posizione per non rompere l’unità della coalizione. Anche Sardone, parlando alla stampa domenica mattina, insiste: “Il centrodestra non può e non deve andare diviso”. Mentre Perego auspica che “si trovi presto una sintesi nell’interesse dei cittadini”.

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