Canada, l'Alberta al voto: si decide se avviare l'iter per l'indipendenza e staccarsi da Ottawa

Gli elettori della provincia canadese dell'Alberta, nella parte centroccidentale del Paese e ricca di petrolio, decideranno oggi se avviare un processo che potrebbe portarli all'indipendenza, mettendo alla prova l'unità nazionale. Il tutto mentre la guerra commerciale del presidente Usa Donald Trump e le sue minacce di trasformare il Canada nel 51° Stato degli Usa hanno rafforzato il sentimento patriottico tra i canadesi. Il voto di oggi non è un referendum diretto sull'indipendenza.
L'Alberta, che ospita la maggior parte delle riserve petrolifere accertate del Canada, le quarte più grandi al mondo, deciderà se rimanere una provincia oppure avviare il procedimento legale per arrivare a un futuro referendum sulla secessione. Più di 1,35 milioni di abitanti, pari al 43% degli elettori aventi diritto, hanno già votato in anticipo o attraverso modalità speciali. Si tratta di un numero nettamente superiore agli 810.000 che avevano votato anticipatamente alle elezioni provinciali del 2023.
Oggi i seggi resteranno aperti dalle 9 alle 20 locali. I risultati sono attesi nelle ore successive alla chiusura delle urne. Ma, dato da non sottovalutare, anche se gli abitanti respingeranno la proposta, i leader separatisti sostengono che il movimento, che ha trasformato una causa marginale in una forza della politica provinciale, non scomparirà del tutto dai programmi e dai temi di dibattito.
La premier dell’Alberta, contraria all’indipendenza, cita un sondaggio: solo il 22% sarebbe favorevole
La premier dell'Alberta, Danielle Smith, che ha indetto il referendum pur essendo contraria all'indipendenza, ha recentemente citato un sondaggio secondo cui solo il 22% degli abitanti sarebbe favorevole alla separazione, una percentuale che ha definito comunque troppo alta.
Smith, che si è spesso scontrata con l’ex primo ministro Justin Trudeau, ha elogiato l’attuale premier Mark Carney per aver migliorato i rapporti tra capitale e provincia. La premier ha ceduto alle pressioni degli attivisti separatisti all'interno del suo United Conservative Party, il partito conservatore al governo, che avevano contribuito a portarla al potere. Alcuni di questi avevano contribuito a far cadere il precedente premier Jason Kenney nel 2022. Kenney ha spiegato che il separatismo è stato tradizionalmente una causa marginale, con i partiti indipendentisti che solitamente raccoglievano appena l'1% o il 2% dei voti. Secondo lui, la pandemia ha mobilitato attivisti arrabbiati per le restrizioni sanitarie e per l'autorità esercitata dal governo.
Carney ad un comizio prima del voto di oggi (AFP)
Carney: “Votate come se il futuro del Canada dipendesse da questo, perché è proprio così”
Il primo ministro canadese Carney ha esortato gli abitanti dell'Alberta a non dare per scontato l'esito del voto e ha chiesto un risultato netto, al termine di due giorni di campagna elettorale in quella che è la sua provincia d'origine. “Votate come se il futuro del Canada dipendesse da questo, perché è proprio così” ha detto Carney venerdì scorso durante una manifestazione a favore dell'unità del Paese a Edmonton, città in cui è cresciuto.
Gli applausi più calorosi ricevuti da Carney durante i comizi a Calgary ed Edmonton sono arrivati quando ha parlato della necessità di diversificare i rapporti commerciali del Canada, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti. In entrambe le occasioni la folla ha reagito con entusiasmo, a dimostrazione di come la guerra commerciale di Trump e le sue minacce di annessione abbiano alimentato il nazionalismo canadese anche in una provincia tradizionalmente conservatrice come l'Alberta.
Carney è diventato una figura insolitamente popolare in Alberta, dove i primi ministri liberali sono stati a lungo oggetto di risentimento per le politiche energetiche federali. Carney ha avvertito che il referendum arriva nel “momento peggiore possibile” e ha esortato a non usare il voto semplicemente per mandare un messaggio al governo federale di Ottawa.
Il voto arriva inoltre mentre l'Alberta è ancora sotto shock per un incendio mortale divampato nel fine settimana nella base delle forze armate canadesi di Wainwright, che ha causato la morte di quattro militari e il ferimento di altre 39 persone, 19 delle quali in condizioni critiche, durante un'esercitazione. Carney lo ha definito una delle peggiori tragedie in tempo di pace per le forze armate canadesi sul territorio nazionale e ha ordinato di esporre le bandiere a mezz'asta in tutto il Paese.
Le rivendicazioni dell’Alberta e le restrizioni legate al Covid
Tanya Clemens, co-presidente del gruppo Let Alberta Decide, ha affermato che le restrizioni pandemiche del 2020/21 hanno stimolato l'organizzazione politica. L'altro co-presidente del gruppo, Keith Wilson, è stato uno degli avvocati principali del convoglio di camionisti del 2022 che paralizzò per settimane il centro di Ottawa, protestando contro gli obblighi vaccinali e altre restrizioni legate al Covid-19.
Wilson sostiene che le rivendicazioni dell'Alberta abbiano radici più profonde. Poiché gran parte della popolazione canadese è concentrata in Ontario e Quebec, afferma, i governi liberali possono vincere le elezioni senza un sostegno significativo in Alberta, lasciando la provincia esposta a politiche federali osteggiate dal suo settore energetico.
Secondo Wilson, il progetto di oleodotto verso il Pacifico proposto da Carney è un esempio delle disfunzioni del sistema: le restrizioni federali avrebbero scoraggiato gli investimenti privati e potrebbero lasciare ai contribuenti l'onere di finanziare il progetto. Wilson respinge l'ipotesi che l'Alberta diventi uno Stato americano. “Non ho alcun interesse a sostituire un padrone, che da Ottawa decide del futuro dei miei figli, con uno nuovo che si trovi a Washington” ha dichiarato.
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