Meloni: 'L'intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa. Non siamo guerrafondai'
Oggi le comunicazioni in Parlamento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo.
Al Senato l'intervento della premier è durato circa 45 minuti con alcuni applausi fragorosi da parte dei parlamentari di maggioranza, in particolare quando la premier ha parlato della Russia, dei fondi per la difesa che "non sono tolti" a sanità e scuola e poi citando la crisi di Ceuta nel passaggio sulla difesa dei confini. Oltre al lungo applauso finale, sempre della maggioranza. Ai banchi del governo assenti i vicepremier Salvini e Tajani e il ministro della Difesa, Crosetto, mentre successivamente si è aggiunta la responsabile delle Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati.
Al Senato depositate 7 risoluzioni, 5 sono delle opposizioni
Sono in tutto 7 le risoluzioni depositate al Senato sulle comunicazioni della premier Meloni in vista del prossimo Consiglio Ue, come ha elencato in aula il presidente Ignazio La Russa. Per la maggioranza ci sono due documenti (uno specifico sull'Ucraina e definito un'integrazione a sostegno delle iniziative diplomatiche per la tregua) e le altre 5 delle opposizioni. In particolare, una è stata presentata dal Pd, una è di Italia viva, un'altra è del M5s, una di Avs e una di Azione.
LA DIRETTA DAL SENATO
L'INTERVENTO DI MELONI AL SENATO
"La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia" e sulla competitività delle imprese è il costo dell'energia" e "nessuno può rispondere efficacemente da solo" per questo serve "una risposta coordinata e rapida", ha detto Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato sottolineando che le regole "non possono aggravare la crisi".
"Accanto alla risposta internazionale serve anche il coraggio di guardare a ciò che possiamo fare noi, in Europa. A partire dalla cosa più scontata: evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando". "Perché le nostre imprese affrontano oggi una concorrenza globale sempre più aggressiva, e ogni costo in più che l'Europa impone a sé stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti - ha aggiunto -. E il tempo per correggere la rotta non è infinito. È su questo che l'Italia ha concentrato il proprio lavoro".
"La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia" e sulla competitività delle imprese è il costo dell'energia" e "nessuno può rispondere efficacemente da solo" per questo serve "una risposta coordinata e rapida". La premier ha sottolineato che le regole "non possono aggravare la crisi".
"Nessuno mi convincerà che la resa di chi difende la propria libertà possa definirsi pace: solo una pace giusta può durare e mette al sicuro l'Europa e i nostri interessi: dunque posizione del governo non cambia. Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione".
"L'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa". Meloni ha poi spiegato che "l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".
Video VIDEO | Meloni: “Sull'Ucraina la posizione del governo non cambia”
Se "Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti". La premier ha ribadito che sul processo di pace per l'Ucraina bisogna "fare in modo che l'Europa non resti a guardare" e chiedendo che "i Ventisette individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell'Europa. E se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse".
"Abbiamo scelto di non usare tutto il margine di risorse aggiuntive" per le spese per la difesa ma "non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola, se non li spendessimo per la difesa non potremmo spenderli in altro, chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte" al welfare "da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo".
"La Presidenza irlandese e le istituzioni europee hanno indicato l'obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell'anno. Noi non siamo contrari per principio" ma "non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l'Italia". "In maniera molto chiara", ha ribadito che "l'Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la Pesca e la Coesione", componente "essenziale dell'autonomia strategica europea".
Video Meloni: “Firmeremo l'accordo sul bilancio Ue solo quando sarà giusto per l'Italia”
"Sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione abbiamo diverse riserve, ma siamo disposti a lavorare con un criterio chiaro: alleggerire per quanto possibile il peso sui bilanci nazionali, senza nuove tasse"". "Riteniamo che si possa e si debba ragionare anche su un rimborso più graduale del debito" del "Next Generation EU, perché i rimborsi non comprimano le altre politiche" Ue proprio quando "serve investire di più. E in generale credo che" per le priorità strategiche "nessuno strumento" vada "escluso a priori".
LA REPLICA DI MELONI AL SENATO
"Sono certa che abbiate delle soluzioni migliori anche sull'Ilva, mi chiedo perché non le abbiate messe in campo quando eravate al governo", ha detto Meloni in Aula al Senato, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo, rivolta a chi dalle opposizioni contestava le sue parole sul futuro dell'ex Ilva. "Sono certa - ha ironizzato - che le elencherete quando prenderete la parola, anziché spendere i vostri 10 minuti per insultare alla cieca il governo perché ritenete sia più sensato".
Rispondendo al senatore del Pd Alessandro Alfieri, la premier sui militari italiani ridislocati dall'Iraq all'Arabia Saudita ha detto che "siamo rimasti nella risoluzione parlamentare del 5 marzo sul sostegno ai Paesi del Golfo attaccati dall'Iran" e "tecnicamente abbiamo seguito tutto quello che c'era da fare sul piano regolamentare" ma "penso che il ministro Crosetto non abbia alcuna difficoltà, se necessario, a tornare in Parlamento e fare una valutazione più complessiva, avere anche un voto, un mandato parlamentare".
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