The Jerusalem PostIn war-torn Kyiv, Elkin-led Israeli delegation confronts familiar threats while marking Babyn YarESPN DeportesCristiano Ronaldo felicitó a Lionel Messi por su campaña en la Selección ArgentinaRTP DesportoRonaldo homenageia Messi: "Todo o meu respeito pelo que conquistaste com a Argentina"ESPNWhat could these playoffs mean for baseball's labor battle? We asked MLB players, execsDaily MaverickBUSINESS REFLECTION: Loaded for Bear: Red Bull snarled Sandton traffic in a marketing own goalZDF heuteAktuelle Pressemitteilungen des ZDFBillboardZara Larsson Says She Could Run for Office One Day As the ‘Singing Mamdani’Meduza«Альтернатива для Германии» в Саксонии-Анхальт в своей первой резолюции призовет к прекращению помощи Украине и нормализации отношений с РоссиейBellaNaijaMoët & Chandon Toasts to 20 Years of BellaNaija at the Grand Red Carpet Experience | See PhotosABC News (Australia)CA 'actively' looking at women's schedule as Aussie stars raise concernsBusiness AMIEA bespreekt G7-plan om 100 miljoen vaten olie en diesel vrij te gevenANSADolore e proteste contro il governo, a tre anni dal massacro Israele spaccato
The Daily Newsstand · Free, Always
Wednesday, October 7, 2026

Il premier francese tende la mano agli studenti, 'vi ascoltiamo, decisioni a fine ottobre'

Translate

Tra governo e studenti, prime prove di dialogo. E' il primo ministro Sébastien Lecornu ad assumere il ruolo di protagonista del tentativo di calmare la rabbia dei giovani liceali divampata nel Paese. "Le parole degli studenti sono preziose, ora devono essere ascoltate", ha scritto il premier su X, prima di intervenire in serata, in un discorso dal suo studio, affermando che "la rabbia dei giovani non viene dal nulla" e che "nessuno può restare indifferente di fronte alle angosce degli studenti". Per poi annunciare che "le prime decisioni del governo saranno presentate alla fine di ottobre", ma che "gli spazi di dialogo avviati" nelle scuole continueranno "a partire da domani in ogni liceo, fino alla settimana prossima".

E dopo le polemiche per le violenze delle forze dell'ordine durante le manifestazioni, Lecornu ha assicurato che non è stato ordinato alla polizia di scontrarsi con gli studenti. Contemporaneamente, diversi rappresentanti delle organizzazioni dei liceali e degli universitari hanno chiesto di essere ricevuti dal premier vista l'assenza di qualsiasi "misura concreta" annunciata a tutt'oggi dai ministri dell'Educazione e da quello dell'Insegnamento superiore.

Nonostante queste evidenti aperture e questi tentativi di dialogo da entrambe le parti, domani andrà in scena nelle piazze delle città francesi - a Parigi l'appuntamento è alla Bastiglia - il IV atto della mobilitazione. Stavolta lanciato da cinque dei principali sindacati, che hanno annunciato di voler manifestare in segno di solidarietà con la lotta degli studenti. Dopo una giornata di relativo intervallo - con tensioni sporadiche come davanti a Sciences Po, nel cuore del Quartiere latino - la protesta tornerà in tutte le città francesi, soprattutto a Parigi, Lione, Strasburgo, Marsiglia, Nizza, Lille, i punti più caldi della contestazione.

Il ministero dell'Educazione continua ormai da alcuni giorni a parlare di un "netto calo" del movimento di protesta, ma gli studenti hanno ormai ricevuto il sostegno ufficiale e concreto di diversi sindacati. Sono stati loro, in un documento, a dichiarare il nuovo atto della mobilitazione, con i sondaggi che vedono il 55% dei francesi esprimere un atteggiamento piuttosto positivo verso la contestazione (il 26% la sostiene, il 29 esprime simpatia). Oggi sono stati 459 i licei chiusi che hanno sospeso in modo totale o parziale le lezioni, quasi la metà rispetto a ieri (891).

A Parigi, davanti alla facoltà di Sciences Po bloccata, ci sono stati momenti di tensione fra studenti e poliziotti, con i primi che hanno eretto una barricata di cassonetti in pieno Boulevard Saint-Germain, altri che si tenevano per mano e cantavano la Marsigliese davanti agli scudi dei celerini. Diversi esponenti del composito movimento dei liceali, i giovanissimi che hanno in mano le redini della protesta, affermano di puntare a una "settimana nera", con mobilitazioni fino a sabato. E questo nonostante le prove di dialogo e qualche gesto concreto, come quello del ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, che dopo l'indignazione suscitata dal grave incidente con una granata anti-accerchiamento che è esplosa mozzando la mano di un ragazzo a Lens, nel nord, ha ordinato la sospensione di questo tipo di armi, denominate Lbd. Finora, le cifre parlano di 215 studenti feriti dall'inizio del movimento, 85 fra professori e personale scolastico, e circa 800 poliziotti e gendarmi. 

View the original on ANSA →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.