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Friday, September 11, 2026

Niente internet a scuola: scaduto il progetto del governo per la banda larga. E i presidi pagano la rete coi soldi degli istituti

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Niente internet a scuola: scaduto il progetto del governo per la banda larga. E i presidi pagano la rete coi soldi degli istituti

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Scaduto il progetto del governo per la banda ultra larga negli istituti, i dirigenti scolastici si sono dovuto arrangiare e per non restare senza Internet hanno messo mano ai loro già risicati bilanci. A denunciare questa ennesima tegola caduta sulla testa dei presidi è la Flc Cgil. Centinaia di scuole che per cinque anni avevano potuto godere del piano finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2021, ora non hanno ricevuto alcuna comunicazione da viale Trastevere.

“Non si tratta di un guasto tecnico: questo progetto – spiega la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi – garantiva la connettività alle scuole per cinque anni. Oggi, scaduto il finanziamento, è stato semplicemente spento, senza alcuna soluzione alternativa da parte del ministero. Per continuare a svolgere la normale attività didattica e amministrativa, gli istituti si trovano così a dover provvedere in autonomia, con un esborso medio di 3-4mila euro l’anno a carico del proprio bilancio. Una spesa insostenibile, che rischia di mettere in gravissima difficoltà soprattutto le scuole del primo ciclo, quelle con meno risorse e bilanci più ridotti”.

Un problema al quale il ministero dell’Istruzione e del Merito – interpellato dal nostro giornale – risponde con un: “Rivolgetevi alla Presidenza del Consiglio. Di più non possiamo dirvi”. L’unica informazione raccolta nei corridoi è che ci sarebbe (non si sa da parte di chi) la volontà di fare un bando per il ripristino del progetto ma sui tempi e sui modi cala una fitta nebbia.

Nel frattempo gli insegnanti e gli alunni non possono certo iniziare le lezioni senza Rete e così le scuole stanno provvedendo. Il caso è complesso. Il “Piano Scuola Connessa” era stato promosso dal Comitato Banda Ultra Larga presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2021 (Governo Draghi) gestito operativamente da Infratel Italia e finanziato anche attraverso i fondi del Pnrr. La misura era stata pensata per portare gratuitamente internet ultraveloce (fino a 1 Gigabit al secondo) a tutte le istituzioni scolastiche pubbliche per un periodo di cinque o sei anni dall’attivazione, coprendo i costi di infrastruttura, attivazione e canone. Il Piano è stato attuato e completato per tutte le sedi scolastiche entro il 30 giugno 2026 ma arrivati al termine della progettualità i presidi si sono trovati con il cerino in mano. Alcuni si sono rivolti ai sindaci nella speranza di trovare una soluzione ma si è trattato di un tentativo andato a vuoto.

“Siamo all’assurdo! Nell’epoca della digitalizzazione, – dice Fracassi – dell’intelligenza artificiale, di aule e laboratori innovativi, della cosiddetta scuola 4.0, del registro elettronico obbligatorio e della didattica digitale, il ministero lascia le scuole senza Internet e chiede loro di pagarselo da sole. Sollecitiamo il ministero dell’Istruzione e del Merito a intervenire immediatamente per ripristinare la connettività in tutte le scuole e per garantire un finanziamento strutturale e stabile, che non gravi sui bilanci già esigui degli istituti scolastici. Non si può parlare di innovazione e poi spegnere la rete”. Più diplomatico il presidente dell’Associazione nazionale presidi che a ilfattoquotidiano.it afferma: “Si tratta di una questione nota. Sapevamo tutti che il finanziamento era a tempo e quindi non comprendo la sorpresa di alcuni. Detto questo, ovviamente siamo a favore del mantenimento della continuità del servizio”.

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