Scontri a Milano, 4 maggiorenni restano in carcere e uno va ai domiciliari
Il gip di Milano Fabrizio Filice ha disposto il carcere per quattro giovani arrestati sabato scorso durante i disordini in centro a Milano mentre per un quinto ragazzo è stato posto ai domiciliari con il braccialetto elettronico. I cinque maggiorenni sono accusati, a vario titolo, di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata.
Il rischio "che ciò possa accadere di nuovo nel breve termine è altissimo, bastando considerare che il giorno successivo ai fatti, domenica 18 ottobre, si è creata una situazione analoga e che dal giorno successivo si sono diffuse nuove convocazioni via social" dagli account 'Italia in piazza' e 'Movimento 17 ottobre' sui quali "sono in corso indagini" e che puntano a mantenere "un profilo decisamente violento e insurrezionale", scrive Filice nei provvedimenti.
"E' evidente, dal proseguire del battage via social per convocare altre proteste nei prossimi fine settimana, che è in atto un preciso progetto di destabilizzazione dell'ordine pubblico, che conta proprio sulla spontanea partecipazione di molti giovani che (...) trovandosi in quella situazione di sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi e diventano a propria volta attori violenti e antisociali", prosegue il gip.
Saranno interrogati invece tra oggi e domani dalla gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo i sei maggiorenni arrestati domenica. Nel pomeriggio la giudice comincerà con il primo ragazzo, l'unico ai domiciliari, e domani in mattinata proseguirà con gli altri a San Vittore. La pm Aurora Stasi, che con il procuratore Marcello Viola è titolare del fascicolo parallelo a quello della collega Giovanna Cavalleri, ha chiesto la convalida e la misura cautelare più grave.
Non hanno avuto "alcuna remora nell'adoperare violenza, nell'aderire ai disordini di piazza e nel riproporre i medesimi comportamenti avvenuti solo un giorno prima" - i legge in un atto della Procura - ad opera" di altri. E quindi hanno mostrato una "significativa capacità criminale" con "improvvise azioni distruttive e di rara violenza". La gip dovrebbe depositare la decisione a partire da dopodomani.
Questa mattina sono iniziati intanto nel carcere minorile Cesare Beccaria di Milano gli interrogatori di garanzia degli 11 minorenni arrestati in flagranza per gli scontri in centro nel fine settimana.
La Procura per i minorenni, guidata da Luca Villa, contesta a vario titolo reati tra cui devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale. Parallelamente, si procede anche sulle posizioni degli altri 23 minorenni indagati a piede libero, per i quali sono state chieste misure cautelari.
L'avvocata Francesca Rena difende un ragazzo di 14 anni, per il quale la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. La legale ha chiesto che non venga applicata alcuna misura. Il giovane, studente di terza media nato in Italia, "dimostra ancora meno dei suoi anni" e, secondo la difesa, non sembra pienamente consapevole della gravità dei fatti contestati. Era in centro con la madre quando ha perso di vista il genitore nella folla. "Si è perso, ha iniziato a seguire il gruppo, ha visto scene di guerriglia urbana e purtroppo, come un ragazzino di 14 anni, è rimasto fermo a guardare", ha spiegato Rena. Il ragazzo sostiene di non aver fatto nulla e la perquisizione ha dato esito negativo. La madre, non riuscendo più a contattarlo, ha poi scoperto che era stato arrestato.
Sul tema dei video girati durante gli scontri e della possibile rilevanza giuridica della condotta ai fini del concorso morale, la legale ha osservato che "non è bello o giusto, eticamente, fare video di determinate cose, ma qual è il quattordicenne che non l'avrebbe fatto?".
Per un altro minorenne, un sedicenne difeso dall'avvocato Michele D'Agostino, è stata disposta la permanenza in casa. Il giovane ha negato gli addebiti. "È andato lì per i fatti suoi con un amico a fare un giro, voleva fare un giro e si è trovato in mezzo", ha riferito il legale, aggiungendo che al ragazzo non è stata trovata addosso alcuna merce.
Sono una decina invece i Daspo urbani (Dacur) emessi dalla Questura nei confronti di giovani controllati ieri in piazza Duomo e nei dintorni dopo gli scontri. Si tratta di ragazzi con precedenti oppure travisati o in possesso di oggetti potenzialmente pericolosi come coltellini o altri. Procedono nel frattempo le indagini della Digos per ricostruire la due giorni di violenze e accertare le responsabilità tra i circa 500 protagonisti degli incidenti. Alcuni sono stati arrestati nell'immediatezza. I dieci raggiunti da Dacur non potranno entrare a Milano o in alcune zone della città per diversi periodi di tempo.
A Bologna, è stato convalidato l'arresto dello studente di 21 anni, iscritto ad Antropologia, fermato sabato durante gli scontri in zona stazione. La gip Roberta Malavasi ha disposto nei suoi confronti l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, non accogliendo la richiesta della Procura di arresti domiciliari. Il giovane bolognese, incensurato, è accusato di violenza per il lancio di oggetti contro le forze dell'ordine, lesioni e resistenza aggravata. Durante l'arresto ha riportato la frattura del setto nasale e una lesione a un sopracciglio, per le quali è stato medicato subito dopo all'ospedale Maggiore.
Nel corso dell'udienza il 21enne si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha depositato una dichiarazione scritta nella quale ha ricostruito le modalità del proprio arresto, negando di aver opposto resistenza agli agenti in quel frangente. Ha riferito di essere stato placcato da dietro e spinto con il volto verso terra, aggiungendo di essere stato afferrato per i capelli. Un poliziotto, invece, ha dichiarato che il ragazzo gli avrebbe causato lesioni, reputate dai medici guaribili in tre giorni. "La giudice ha convalidato l'arresto, ma ha escluso la gravità indiziaria sul reato di resistenza a pubblico ufficiale contestato al momento dell'arresto", spiega il difensore, l'avvocato Ettore Grenci.
Secondo il legale, la gip avrebbe ritenuto "più compatibile la versione del ragazzo rispetto a quella del poliziotto, alla luce dei traumi riscontrati nei certificati medici". Per le altre contestazioni, invece, la giudice ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, disponendo una misura cautelare meno afflittiva rispetto ai domiciliari chiesti dalla Procura. La difesa valuta ora di chiedere l'acquisizione delle immagini delle telecamere presenti nella zona degli scontri. "Vorrei chiedere che venga acquisito qualche video. Sotto i portici di viale Masini credo ci siano telecamere che potrebbero aver ripreso", spiega il legale. La difesa valuterà anche se sporgere denuncia per le lesioni riportate dal 21enne.
Dopo gli scontri riaprono i negozi del lusso in centro a Milano
Hanno tutti riaperto i negozi del lusso in via Montenapoleone chiusi ieri per il timore di possibili devastazioni, come successo sabato e domenica in piazza Duomo, via Torino e largo La Foppa. Da Louis Vuitton spiegano di essere rimasti chiusi per due ore nel pomeriggio mentre davanti al negozio si erano piazzati alcuni cellulari della Polizia. "Abbiamo svuotato tutte le vetrine come tutti i negozi della via e alcuni acquirenti sono rimasti dentro per sicurezza", spiega il personale che allarga le braccia e chiede: "Oggi é tutto tranquillo?".
Anche i negozi che hanno subito devastazioni in via Torino sono riaperti, a partire dal Carrefour express che ora ha un rivestimento in metallo pesante a una porta di sicurezza danneggiata nella due giorni di violenza che hanno colpito il capoluogo lombardo. Di fianco al Carrefour c'è una storica cartoleria che esiste dal 1904 e la vetrina presenta ancora i segni degli oggetti appuntiti usati per cercare di sfondarla. "Noi abbiamo riaperto subito - racconta la titolare - siamo stati presi di mira ma loro si sono accaniti sui negozi che vendevano scarpe, magliette". Poi allarga le braccia: "Paura? Noi andiamo avanti. Qualcosa le forze dell'ordine faranno. Paura proprio no".
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