Perché lo Stretto di Bab el-Mandeb è cruciale per il commercio internazionale

L'Italia è pronta a impiegare la Marina militare anche senza l'Ue per garantire il passaggio dei suoi mercantili a Bab el-Mandeb, lo stretto nel Mar Rosso sotto il controllo dei ribelli yemeniti Houthi filo-iraniani, diventato cruciale dopo il blocco di Hormuz. “Abbiamo deciso di non aspettare che sia la missione europea Aspides a decidere se le navi possono passare, ci attiveremo per far sì che quelle italiane possano iniziare a transitare senza attendere che la burocrazia europea si sommi alla nostra”, ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Perché lo stretto stretto è così cruciale?
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Quello che devi sapere
“La Porta delle Lacrime”
Largo appena 16 chilometri, può essere attraversato in contemporanea da non più di due navi. Il suo nome, in arabo, significa "La Porta delle Lacrime": la leggenda vuole che sia stato creato da un cataclisma che separò l'Africa dall'Asia.
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Il valore strategico di Bab el-Mandeb
Nonostante le piccole dimensioni, il valore strategico dello stretto è immenso. Transitare per le sue acque è un passaggio obbligato per ogni nave che attraversa il Canale di Suez per andare dall'Europa verso l'Asia o viceversa. Ma è anche l'unica via che i sauditi hanno per esportare il petrolio, aggirando con l'oleodotto 'Petroline' (o Est-Ovest) il blocco di Hormuz. Se gli Houthi bloccassero del tutto le sue acque, per il commercio internazionale e i mercati dell'energia sarebbe un altro colpo durissimo. Nella zona scorre anche l'oleodotto Sumed, che offre un'alternativa a Suez, collegando il terminal egiziano di Ain Sokhna (nel Golfo di Suez) ad Alessandria (sul Mediterraneo). Poi però, bisogna passare sempre per Bab el-Mandeb.
Il traffico marittimo
Un tempo da Bab el-Mandeb passava più o meno il 10% del commercio marittimo mondiale di petrolio. Gli attacchi degli Houthi alle navi commerciali hanno però innescato un declino costante, costringendo le compagnie a cercare rotte alternative e l'Unione Europea a lanciare Aspides, un'operazione di scorta alle navi mercantili a cui partecipa anche l'Italia. Dall'inizio dell'estate ci sono ancora oltre 1.200 navi al mese che attraversano lo stretto di Bab el-Mandeb, con un aumento del 28% di navi e del 43% di tonnellaggio rispetto all'estate 2025 ma con volumi di traffico del 39% sotto i livelli precrisi. Negli ultimi giorni le navi sarebbero di media 27 al giorno.
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Il piano di Crosetto
È per la sua importanza strategica che Crosetto vuole intervenire subito per non lasciare che gli Houthi blocchino del tutto lo stretto. L'accelerazione potrebbe essere interpretata come una strigliata ai rappresentanti dell'Unione europea, se non uno strappo con la missione Aspides in cui l'Italia, così come la Grecia, è l'unica ad aver impiegato una propria fregata. Il ministro ha quindi dato indicazioni ai vertici della Difesa affinché "in pieno coordinamento, effettuino un'attenta valutazione della situazione operativa e di sicurezza nel Mar Rosso e predispongano un piano per garantire il libero transito attraverso lo stretto". Per il momento, gli Houthi avrebbero però garantito agli Stati Uniti di avere come bersaglio solo i mezzi navali sauditi.
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