L'appello di Mattarella: 'Non solo emergenza, ai giovani si guardi con ampia visione'
"La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. E' invece una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili le istituzioni".
Video Mattarella: 'Non si guardi ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione'
Sono passate solo poche ore da quando il governo ha approvato l'ennesimo decreto sicurezza, questa volta mirato ai giovani dopo gli scontri di Milano. Un provvedimento che ha visto il no deciso del Quirinale su uno degli articoli più controversi che avrebbe dato ai militari i poteri di polizia giudiziaria, cioè la possibilità di compiere arresti. Poche ore che hanno portato il presidente della Repubblica a riflettere ancora più a fondo su un fenomeno del tutto nuovo che ha visto scendere in piazza "soggetti inediti". E a riprendere il senso di un ragionamento già fatto prima del Consiglio dei ministri che ha approvato il settimo provvedimento di sicurezza ampliando ancora reati e rafforzando le pene. Che forse non basta da solo, se non si comprendono le difficoltà sociali, le radici vere del fenomeno. Per questo oggi Sergio Mattarella si è presentato ai 'Cavalieri del Lavoro', la crema degli imprenditori che hanno fatto grande l'Italia, e ai giovani 'Alfieri', simbolo delle nuove generazioni che emergono, determinato ad alzare il livello del dibattito politico di questi giorni.
"Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti", è la sollecitazione del capo dello Stato alla politica italiana. Le "scelte congiunturali", tradotto "i provvedimenti", servono, premette Mattarella mentre il decreto è ancora al vaglio della Ragioneria. Ma rischiano di essere inutili senza un'adeguata fase di studio, di analisi e di comprensione dei fenomeni. Soprattutto rischiano di essere inefficaci se la società, ormai dominata da una generazione anziana, guarda con sufficienza ai suoi figli derubricando le tensioni sociali a mere attività delinquenziali. Come non cogliere il loro "senso di insicurezza, il loro timore di asservimento o di emarginazione", si chiede il presidente Mattarella dal Quirinale avendo davanti a sé il mondo che ce l'ha fatta e quello dei giovani che proprio tutto ciò devono combattere. Non si tratta certo di un giustificazionismo delle violenze che Mattarella ha condannato con estrema nettezza portando la propria solidarietà alle forze dell'ordine ferite. Si tratta del tentativo di andare oltre lo sdegno istintivo, quasi una richiesta a rallentare un poco per trovare il tempo di studiare e riflettere.
Video Mattarella: 'Magnati insofferenti alle regole che incidono sulle nostre libertà'
Parla di "coesione sociale" il presidente. Dai suoi toni si percepisce la preoccupazione per un agire di pancia, che insegue o dirige i sentimenti di un'opinione pubblica frastornata e travolta da social dentro ai quali viaggiano insieme verità e falsi. "Serve un opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni, in una stagione in cui - ricorda Mattarella - squilibrio demografico e accelerazioni tecnologiche rendono più problematica questa alleanza". Un mondo complesso che richiede risposte complesse, dice in sostanza il presidente che fornisce un esempio non a caso, la crescente sfida dei monopoli. Cita Einaudi per ricordare la loro pericolosità e la necessità di un controllo dello Stato: "il controllo dei monopoli è libertà e le norme nazionali e comunitarie servono a questo scopo". E' un mondo turbolento, anzi "dissennato" per Mattarella che non esita a parlare di "barriere protezionistiche", di "politiche neo-imperialistiche" e di "pretese neo-monopoliste". I nostri giovani si muovono in questo mondo, un pianeta ormai in mano a "magnati insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale". Bisogna "progettare il futuro", è la sintesi del Quirinale, perchè le migrazioni giovanili sono "un grave peso" per il nostro Paese.
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