Meloni: "Mattarella da ministro redigeva circolari sul tetto agli stranieri in classe"

Per la presidente del Consiglio, all'inaugurazione dell'anno scolastico "il presidente della Repubblica ha detto che la scuola deve superare i ghetti, non creare ghetti" e in questa direzione va la volontà di creare "classi più equilibrate". Schlein attacca: "Provocazione diretta alla più alta carica dello Stato". La premier, ospite di Bruno Vespa a 'Cinque minuti' e 'Porta a Porta', ha parlato poi anche della procedura d'infrazione, della legge elettorale e del bollo auto
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"Quando il presidente della Repubblica era ministro dell'Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe, è una misura di buonsenso. Mi pare sia giusto portarla avanti". A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, ospite a Cinque minuti e a Porta a Porta da Bruno Vespa , ha aggiunto poi che anche le norme sul burqa a scuola "sono di buonsenso, servono anche per un fatto di sicurezza, devo segnalare a chi oggi si sta stracciando le vesti che provvedimenti simili esistono anche in Paesi a maggioranza islamica. Mi pare una misura di buonsenso che non ha a che fare con la discriminazione". "Tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cercando di trascinarlo, come ha fatto Giorgia Meloni, sulla polemica strumentale del giorno è segno evidente di una totale mancanza di senso dello Stato e costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato. Una cosa di cui l'Italia non ha assolutamente bisogno", ha replicato la segretaria del Pd Elly Schlein. "O Giorgia Meloni non ha capito le parole di Sergio Mattarella sulla sua proposta sconclusionata e inattuabile del tetto agli stranieri nelle scuole, oppure sta manipolando a suo favore le parole del Presidente della Repubblica - attacca anche il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini- In entrambi i casi siamo davanti a una Presidente del Consiglio fuori controllo che non si fa scrupolo di fare propaganda sulla pelle della scuola pubblica e attaccare il Quirinale con una sola mossa".
"Non leggo le parole di Mattarella come contestazione, vuole superare ghetti"
"Non credo che il Presidente della Repubblica abbia paura delle classi ghetto: ho letto questa interpetazione prevalente" usata "per contestare l'iniziativa del governo, ma personalmente non la leggo così, perché il presidente della Repubblica dice che la scuola deve superare i ghetti, non creare ghetti" e in questa direzione va la volontà di creare "classi più equilibrate", dice poi Meloni parlando del provvedimento che dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì e precisando che il tetto del 30% riguarda i ragazzi stranieri "che non parlano la nostra lingua".
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"Molto dispiaciuta sul deficit, fatto un lavoro complesso"
"Sono dispiaciuta per la mancata uscita dalla procedura d’infrazione", dice poi Meloni commentando il fatto che l'Italia non uscirà anticipatamente già quest'anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. "Abbiamo fatto un lavoro molto complesso che ci ha portato a ridurre il deficit dall'8,1 al 3,08 - osserva la premier - Quindi il classico hai fatto 30, eri molto vicino al 31. Stare sotto il 3% ci avrebbe consentito di uscire dall'infrazione in anticipo, ma vuol dire che andremo avanti per quella che era la tabella di marcia". Il dato sul deficit, aggiunge, "mi rammarica anche perché nella stessa giornata in cui l'Istat dice che siamo a 3,08 dice anche che rivede le stime della crescita del 2024. È accaduto ogni anno che dopo un anno sono state riviste in crescita, non so se l'Istat sottostima gli italiani o il governo e questo mi dispiace, non vorrei che succedesse anche fra tre anni".
"Anche in Ue Italia sottostimata per la crescita, ma c'è problema strutturale"
"La stima della Commissione europea era per l'Italia di una crescita dello 0,5, abbiamo fatto meglio, anche loro ci sottovalutano come italiani - prosegue Meloni - L'Italia non cresce come dovrebbe per problemi che sono prevalentemente di carattere strutturale. C'è una bassa produttività che è dovuta intanto alla natura del nostro tessuto produttivo, e da una difficoltà, o comunque da investimenti sull'innovazione, sul capitale umano che non sono sufficienti. E poi c'è un tema che è legato al costo dell'energia. E anche questa è una materia strutturale estremamente complessa, sulla quale abbiamo lavorato tantissimo in questi anni. 60 miliardi è stata la spesa complessiva negli ultimi quattro anni per cercare di calmierare le bollette delle famiglie e delle imprese".
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"Legge elettorale? Se non c'è la fiducia ne prenderemo atto"
La premier poi parla della legge elettorale: "Quando non è passato l'emendamento sulle preferenze alla Camera si è detto che il governo non aveva più la fiducia del Parlamento. Ora le preferenze sono nella norma, credo che sia una vittoria che gli italiani possano scegliere i parlamentari: nel momento in cui torna alla Camera credo che vada fatta chiarezza. Se non c'è la fiducia del governo penso che ne dovremo prendere atto". Poi scherza: tutti dicono che si vota a primavera "perché non vedono l'ora di levarci dalle scatole presumo, ma lo dicono dall'inizio...".
"Non esiste legge elettorale cucita addosso, se la gente non vuole non ti vota"
"Io non credo che ci si possa cucire addosso le leggi elettorali, perché la gente ti vota se ti vuole votare, se non ti vuole votare, non c'è legge elettorale che tenga. Solo che nel tentativo di vincere delle elezioni, quando la gente non ti vuole votare, ti giochi pure la faccia, che è comunque la cosa più preziosa che abbiamo", dice ancora Meloni1, ribadendo che la riforma della legge elettorale non favorisce "il centrodestra" o "il centrosinistra" ma "gli italiani".
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"Sinistra strumentale sul bollo, la misura non viene pagata dalle Regioni"
Meloni prosegue affrontando il tema della sospensione del bollo auto e le polemiche sulla misura: "Le Regioni sanno benissimo che la misura che costa 2,4 miliardi non viene pagata dalle Regioni, che vengono rimborsate dallo Stato - osserva - Mi pare che le critiche che stanno arrivando da diversi presidenti, particolarmente di partiti dell'opposizione, siano strumentali, ho sentito anche accuse abbastanza gravi, 'la Meloni deve cambiare la campagna elettorale', lo dicono dal Movimento e ancora stiamo pagando i miliardi di bonus edilizi di Conte, questo mi fa sorridere. È falso, niente verrà tagliato dalla sanità regionale. I presidenti della sinistra possono sempre decidere di non aderire, non ricevere i contributi e far pagare il bollo".
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"In Manovra confermiamo la detassazione degli aumenti contrattuali"
Parlando poi della prossima Manovra, Meloni dice: "Nel privato abbiamo fatto la detassazione degli aumenti contrattuali, portata al 5%. Dagli studi che ha il ministero del Lavoro, la misura ha riguardato oltre 4 milioni di lavoratori che hanno avuto un aumento grazie a questa misura. È una misura che voglio confermare nella prossima Legge di bilancio". E spiega: "Piano piano stiamo recuperando con i salari", quello degli stipendi "è un tema che ci trasciniamo da tempo, nel decennio precedente al nostro gli stipendi sono stati quasi fermi, ora crescono del 3%, poco ma stiamo invertendo la tendenza".
"Estensione della Zes in dirittura di arrivo"
"Stiamo lavorando all'estensione soprattutto delle semplificazioni previste nella Zes unica", dice poi Meloni, annunciando che la misura "è in dirittura di arrivo, penso che in uno dei prossimi consigli dei ministri sarà operativa", una misura "su cui mi pare ci sia una certa convergenza. Ho sentito dire dalla segretaria Schlein che una proposta unitaria del campo largo è l'estensione della Zes, quando dicevano che era un carrozzone inutile che non sarebbe servita a niente". "Sono contenta - dice - ma voglio segnalare che se l'unica proposta unitaria che hanno è un'idea nostra un po' di problema c'è, ma sono contenta che la approveremo insieme".
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"Schlein mia interlocutrice naturale come indicano i cittadini"
Rimanendo sulla segretaria del Pd, Meloni dice: "Che io pensi a Elly Schlein come mia interlocutrice naturale certo che lo può pensare, la democrazia ha regole più semplici di quanto si possa pensare, è leader del principale partito di opposizione, io rispetto l'interlocutore che i cittadini scelgono". "Per quello che riguarda le proposte" di Schlein, nella lettera a Palazzo Chigi "ho detto e ribadisco che sono tutte proposte che intendo valutare senza pregiudizi". "La lettera in cui propone come spendere questi 14 miliardi di maggiore deficit può inviarla perché il Governo italiano ha condotto una battaglia per avere deficit aggiuntivo - aggiunge la premier - quindi è un implicito riconoscimento del lavoro che ha fatto il Governo, e anche nelle proposte che ho visto da Schlein c'è molto riconoscimento del lavoro del Governo".
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"Mai aumentato le tasse, solo su banche e società energetiche"
"Mi sa dire quali sono le tasse del governo Meloni che sono aumentate o che sono state introdotte? Abbiamo aumentato la tassazione sulle banche, sulle società energetiche non lo aveva fatto nessuno prima di noi", prosegue Meloni, elencando dal taglio delle aliquote alla flat tax le misure di riduzione delle tasse del suo governo. "Abbiamo accorpato le prime due aliquote, tagliato la seconda, tagliato il cuneo fiscale, detassato aumenti, premi, fringe benefit, le mance, ampliato la soglia della tassa piatta sugli autonomi, introdotto la decontribuzione sulle mamme lavoratrici, abbassato l'Iva sui prodotti della prima infanzia come è possibile che abbiamo aumentate le tasse?", rivendica la premier, osservando che "la pressione fiscale a dispetto di quello che il nome lascerebbe intendere non misura quante sono alte le tasse ma misura quanto sono alte le entrate fiscali rispetto al Pil". Quindi si tratta di un parametro "che aumenta anche se le tasse diminuiscono ma le paga più gente" e "quando hai 1,2 milioni di nuovi lavoratori che pagano le tasse le entrate dello Stato aumentano anche se le tasse sono diminuite". Lo stesso vale per il "record" di incassi da lotta all'evasione. Sono, dice, "nozioni abbastanza banali di economia politica che dovrebbero conoscere anche le opposizioni" ma "tutto fa brodo per fare propaganda".
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"Funzionamento Ue già farraginoso, proposta sul Canada va discussa"
"Apprendiamo di questa proposta da von der Leyen ma non ne conosciamo i contenuti", dice infine la presidente del Consiglio a proposito della proposta del Canada membro associato dell'Ue, criticata da alcuni esponenti FdI. "Abbiamo un accordo di libero scambio col Canada, è membro della comunità politica europea. Non so cosa significhi un membro associato, quali sono i diritti e i doveri in questo genere di proposta. Penso si debbano prima discutere nel merito piuttosto che dare commenti sulla simpatia, ne va del funzionamento dell'Ue già abbastanza farraginoso così", aggiunge. "Trump non c'entra niente, l'unità dell'Occidente si fa con tutto il Nord America, dove c'è il Canada ma anche gli Usa. Penso che nessuno possa mettere seriamente in discussione gli storici rapporti con gli Usa". Poi la premier fa l'esempio della proposta di art.4 europeo come quello Nato: "Esiste l'articolo 4 della Nato che prevede che in caso di attacco a uno dei membri chi viene attaccato possa chiedere la convocazione del Consiglio per decidere cosa fare, viene prima del famoso articolo 5. Quando proponiamo l'articolo 4 dell'Unione, i Paesi che fanno parte dell'Ue e della Nato sono gli stessi, se uno viene attaccato quale è quello che viene convocato prima? Bisogna evitare sovrapposizioni che rischiano di generare confusione".
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