Caso Yara. Giudici bocciano istanza Bossetti, no a nuove analisi. Legali, faremo ricorso
I legali di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l'omicidio, il 26 novembre 2010, della tredicenne Yara Gambirasio, hanno chiesto alla Corte d'assise di Bergamo, in qualità di giudice dell'esecuzione, la ripetizione delle analisi su due reperti delle indagini. La Corte si è riservata di decidere.
Oggi si è svolta un'udienza in camera di consiglio, alla quale Bossetti era videocollegato dal carcere di Bollate, e gli avvocati hanno avanzato due questioni procedurali: la metodologia di estrazione del Dna dalla traccia "31G20", quella del sangue misto della tredicenne e dello stesso Bossetti, nonché le tracce genetiche, che secondo la difesa sarebbero di liquido seminale, repertate sul giubbotto della giovane. La traccia "31G20" rappresenta inoltre la prova regina che ha portato alla condanna all'ergastolo.
I reperti furono già analizzati, ma non in presenza della difesa, poiché Bossetti venne individuato quattro anni dopo l'omicidio. La Corte d'assise aveva finora autorizzato la visione dei reperti, senza consentire nuove analisi, nei limiti stabiliti dalla Cassazione nel 2024.
Oggi la parte civile ha chiesto che la documentazione esaminata dalla difesa venga messa a sua volta a disposizione delle parti civili.
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