Kiev riprende gli attacchi sulle raffinerie in Russia

La tregua energetica dichiarata da Donald Trump non regge. Zelensky al Financial Times aveva annunciato la ripresa degli attacchi su impianti petroliferi russi e nella notte è finita di nuovo nel mirino dei droni di Kiev la raffineria di Riazan, 200 km a sud di Mosca. Non si fermano neppure i russi che colpiscono impianti della naftogas nell'area di Paltava. Sviluppi preoccupanti anche sul Mar Nero, sono in fiamme in acque territoriali rumene due navi cargo. Segnalata l'attività di droni russi in spazio aereo rumeno. Si cercano ancora diversi marinai dispersi. Le navi prossime al delta del Danubio stanno diventando un bersaglio sempre più frequente. Bombardato il porto ucraino di Ismail, Mosca colpisce anche il centro dell'Ucraina: almeno tre morti e sei feriti in un bombardamento nell'area di Kropivnitsky. Altri due morti, marito e moglie, nella regione di Dnipopetrovsk. La marina ucraina, dal canto suo, sostiene di aver danneggiato, con un bombardamento missilistico sulla base di Warnier, sei caccia supersonici Sukhoi 34M, mentre la difesa di Kiev fa sapere che le connessioni militari veloci di Starlink hanno ripreso a funzionare. L'Italia, con il ministro degli Esteri italiani, chiede che l'Europa torni protagonista nei negoziati e nomina prontamente un inviato speciale.
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