Calcio: Guéhi, 'inginocchiarsi contro il razzismo non basta più'
Inginocchiarsi contro il razzismo
sembra aver perso parte del suo significato: ne è convinto il
nazionale inglese Marc Guéhi, che invita il calcio a fare di più
per contrastare le discriminazioni. Il difensore del Manchester
City è tra i giocatori che nel fine settimana hanno scelto di
non compiere il gesto prima delle partite di Premier League,
nell'ambito della campagna "No Room for Racism". Con lui sono
rimasti in piedi Dominic Calvert-Lewin, Ainsley Maitland-Niles e
Issa Diop, tutti calciatori neri. "Forse il gesto ha perso il
suo significato. È da un po' che non mi inginocchio", ha
spiegato Guéhi, ricordando di aver sempre applaudito per
sostenere il messaggio della protesta. "La campagna è ancora
importante, ma si può fare di più. Il razzismo è un problema
sociale più ampio: il calcio può essere un faro di speranza e
contribuire a diffondere il messaggio". La pratica si è diffusa
nel Regno Unito nel 2020, dopo l'uccisione di George Floyd negli
Stati Uniti da parte dell'agente Derek Chauvin. Dal 2022 i
capitani dei club di Premier avevano deciso di limitare il gesto
a momenti specifici della stagione. Guéhi auspica ora un
confronto con la lega e l'associazione dei calciatori per
individuare nuove iniziative. "Dobbiamo capire come far
progredire la campagna", ha dichiarato alla vigilia della
partita di Champions contro l'AEK Atene.
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