Mattarella: uso perverso di logaritmi non sviluppi nuovi asservimenti

"Vogliamo che le macchine diano più efficienza e precisione, desideriamo che facciano aumentare le nostre capacità, la sicurezza sui luoghi di lavoro e riducano fatiche e bisogni. Le macchine a servizio delle persone e non viceversa", ha detto il Presidente della Repubblica alla cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro per l'anno 2026, al Quirinale
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"Creatività, ingegno, un'organizzazione rispettosa dei valori dell'uomo, sono caratteri inalienabili del lavoro come espressione e realizzazione di libertà. E' stata l'impegno delle organizzazioni dei lavoratori nei secoli scorsi. Vogliamo che le macchine diano più efficienza e precisione, desideriamo che facciano aumentare le nostre capacità, la sicurezza sui luoghi di lavoro e riducano fatiche e bisogni. Le macchine a servizio delle persone e non viceversa. Non intendiamo che possano svilupparsi - anche attraverso un uso perverso di logaritmi - nuove, insidiose forme di asservimento". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro per l'anno 2026, al Quirinale.
"La ipotizzata fine del lavoro - proposta come superamento da chi lo considera erroneamente una forma di alienazione - è visione che può condurre a una compressione della stessa libertà e a una organizzazione sempre più duale dei diritti nella società. Una società divisa tra pochi ricchi Epulone e tanti, tanti Lazzaro. E' un passaggio decisivo". Ha aggiunto il Presidente della Repubblica.
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