Tragedia a Forcella Pordoi sulle Dolomiti: escursionista 36enne precipita per 300 metri e muore davanti alla famiglia
Un volo fatale di circa trecento metri nel vuoto ha trasformato una vacanza in montagna in tragedia. Nella tarda mattinata di sabato 17 ottobre, un’escursionista statunitense di 36 anni ha perso la vita precipitando in un tratto esposto del sentiero nella zona di Forcella Pordoi, nel massiccio del Sella, sopra l’abitato trentino di Canazei. L’incidente si è verificato a circa 2.750 metri di altitudine, lungo l’itinerario situato tra la stazione a monte della funivia e il rifugio Forcella Pordoi.
La donna si trovava in vacanza con la famiglia quando ha perso aderenza, scivolando improvvisamente nel vuoto sotto gli occhi dei parenti. A lanciare l’allarme, pochi minuti prima di mezzogiorno, sono stati alcuni escursionisti di passaggio che hanno assistito alla scena e hanno contattato immediatamente il 112.
La Centrale Unica di Emergenza ha attivato con urgenza la stazione Alta Val di Fassa del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, richiedendo l’immediato decollo dell’elicottero. A velocizzare l’individuazione del punto d’impatto è stato un soccorritore che si trovava casualmente già in zona: dopo aver raggiunto in tempi rapidi l’area, ha fornito al tecnico dell’elisoccorso le coordinate precise necessarie per l’intervento.
Intorno alle 12:30, il mezzo aereo ha sbarcato sul posto il personale sanitario. Nonostante la tempestività della macchina dei soccorsi, per la 36enne non c’era più nulla da fare: i gravissimi traumi riportati nella caduta di trecento metri si sono rivelati fatali e il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Una volta ottenuto il nulla osta da parte delle forze dell’ordine per la rimozione del corpo, l’elicottero ha calato ulteriore personale per gestire la delicata fase di recupero. Le operazioni si sono svolte in due tempi, per tutelare i parenti della vittima: con una prima rotazione aerea, i familiari sono stati elitrasportati a valle, a Canazei, venendo allontanati dall’area interessata dalle manovre. Con un secondo volo, la salma è stata recuperata, trasferita nel comune trentino e affidata ai Carabinieri, che hanno ora in carico le indagini per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia.
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