Manovra 2027, iter e calendario: le tappe della legge di Bilancio fino all'approvazione

Proseguono i lavori sulla prossima manovra, l’ultima dell’attuale legislatura. Il governo Meloni deve rispettare scadenze serrate nel percorso per l’approvazione, considerando che il testo deve concludere l'iter entro il 31 dicembre: oltre quella data rischierebbe di scattare l'esercizio provvisorio.
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Quello che devi sapere
Una manovra particolare
La quinta manovra del governo Meloni vale circa 26 miliardi, da quanto emerso nell’approvazione del Cdm a fine ottobre. Il conto sale rispetto alle tabelle del Dpb che indicavano interventi per 23,5 miliardi. L’esecutivo è consapevole che essendo l’ultima manovra prima della fine della legislatura, potrebbe trattarsi di una “finanziaria” anche a vocazione elettorale, cioè i vari partiti di maggioranza spingeranno per ottenere l’inserimento di proprie misure bandiera.
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Cosa è successo finora
A fine settembre l’Istat ha pubblicato le revisioni ufficiali sui conti italiani relativi al 2025 che hanno certificato che l'Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo. Il passo successivo è stato la presentazione del Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP). Poi le Camere hanno votato una risoluzione sul testo presentato dal governo con il quadro generale della manovra e il voto parallelo sullo scostamento di bilancio per l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per gli investimenti energetici e militari, ovvero la flessibilità concessa dal’Ue.
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L’invio del DPB a Bruxelles e l'ok del Cdm
A metà ottobre è stato trasmesso alla Commissione europea e all’Eurogruppo il cosiddetto Documento Programmatico di Bilancio (DPB), un testo che raccoglie i punti chiave e le misure della manovra. Il passo successivo era la presentazione alle Camere del vero e proprio disegno di legge di Bilancio, con le misure dettagliate. L’approvazione in Cdm è avvenuta il 28 ottobre, otto giorni dopo il termine previsto dalla legge. La scadenza per l'invio alle Camere non è perentoria, ma lo slittamento costringerà a tagliare i tempi per la discussione parlamentare.
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Invio del testo e incardinamento alla Camera
Il prossimo passaggio è il deposito del testo in Parlamento, atteso all'inizio della prossima settimana, nei primi giorni di novembre. L'esame della manovra, seguendo la regola dell'alternanza, inizierà quest'anno a Montecitorio. La commissione Bilancio dovrebbe incardinare il testo martedì 3 novembre. Anche le altre commissioni saranno coinvolte per gli aspetti di loro competenza.
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Audizioni
Dal 5 novembre prenderanno il via le audizioni. Fino al 12 i parlamentari ascolteranno le principali istituzioni, dall'Istat alla Banca d'Italia, le parti sociali e le categorie economiche. Di norma, il ciclo di audizioni si conclude con l'intervento del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti.
Emendamenti
I parlamentari possono quindi presentare le loro proposte di modifica, entro il 17 novembre, secondo quanto ipotizzato al momento. Per gli emendamenti parlamentari è prevista una dote, che potrebbe essere di circa 300 milioni. Il governo al termine dell'esame delle proposte dei partiti di norma presenta un maxi emendamento che incorpora le modifiche ammesse.
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L’esame in Aula
Una volta ottenuta l'approvazione della commissione, il testo arriva all'esame dell'Aula. Il governo può decidere di porre la questione di fiducia sul provvedimento.
L’iter al Senato
Dopo l'approvazione a Montecitorio, il disegno di legge inizia l'esame a Palazzo Madama. Negli ultimi anni, la manovra è arrivata alla seconda lettura praticamente blindata, senza la possibilità di ulteriori modifiche. Qualora venissero apportate, il testo va sottoposto ad una terza lettura. Entrambi i rami del Parlamento, infatti, devono approvare lo stesso identico testo.
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Il confronto europeo
Nel mentre, il 24 novembre (e comunque entro fine novembre) la Commissione europea pubblica il parere sul Dpb italiano e degli altri Paesi dell'area euro, contestualmente al semestre europeo. Solo nella primavera del 2027, alla luce dei dati effettivi, arriverà il verdetto definitivo sui conti e sul percorso di rientro del debito/deficit.
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