Stellantis chiude Mirafiori per 12 giorni: cassa integrazione sulla linea della 500 dal 19 al 30 ottobre. Sindacati: “Terribile segnale”
Cassa integrazione dal 19 al 30 ottobre a Mirafiori sulla linea della 500 elettrica e ibrida. La direzione delle Carrozzerie l’ha annunciato alle rappresentanze sindacali dello stabilimento torinese, spiegando che la decisione è stata presa per valutare le problematiche produttive dell’impianto. “Siamo di fronte a una situazione complessa – fa sapere un portavoce dell’azienda – nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno”.
“Come andiamo dicendo ormai da diversi mesi, il problema produttivo in Carrozzeria si sta estendendo ad altri settori, infatti sia questo lunedì che il prossimo si fermeranno anche le Presse di Mirafiori”, commentano il segretario generale della Fiom di Torino Edi Lazzi e il responsabile della Fiom di Mirafiori Gianni Mannori. “L’ennesimo terribile segnale che arriva con questa comunicazione e che stride fortemente con l’ottimismo profuso qualche giorno fa dal direttore operativo di Stellantis per l’Europa Cappellano nel goffo tentativo di tramutare in successo ciò che in realtà è un disastro, esaltando le produzioni di Mirafiori del 2026 con il raddoppio delle auto prodotte rispetto allo scorso anno. Non deve però sfuggire che l’obiettivo sarebbe stato di quadruplicarle mentre invece si arriverà ben al di sotto delle loro previsioni iniziali”. Anche per Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino, “la situazione a Mirafiori si fa ogni giorno più critica. Non è accettabile che la crisi produttiva venga scaricata sulle spalle dei lavoratori attraverso fermate ripetute che tagliano il reddito e mettono in discussione la tenuta occupazionale del sito”. “Chiediamo – aggiunge Paone – che l’azienda si assuma le proprie responsabilità industriali e sociali, avviando un confronto per trovare le soluzioni necessarie, e sempre più urgenti, per garantire stabilità produttiva e serenità ai lavoratori. Non bastano più annunci e rinvii, servono impegni chiari su volumi, investimenti e prospettive occupazionali per Mirafiori”.
Anche la Fim esprime “forte preoccupazione”: “Ennesima sospensione in poche settimane che conferma quanto sia fragile la continuità produttiva dello stabilimento. Le lavoratrici e i lavoratori non possono continuare a pagare il prezzo di una programmazione altalenante e di volumi insufficienti a saturare le linee. Chiediamo a Stellantis chiarezza immediata sul piano industriale e sul futuro occupazionale di Mirafiori, e alle Istituzioni di non lasciare sola Torino in questa fase decisiva per la transizione. Continueremo a monitorare con attenzione ogni ricaduta sull’organizzazione del lavoro e a tutelare in ogni sede le lavoratrici e i lavoratori”.
L’azienda rivendica l’impegno “a realizzare un ambizioso piano per rafforzare la nostra presenza industriale in Italia, con oltre una ventina di modelli prodotti nel nostro paese ed altri che arriveranno”. Secondo Stellantis, “rispetto alle preoccupazioni intorno alla stabilità della produzione torinese è però importante focalizzarsi su un paio di elementi legati al contesto: il prezzo e la competitività”: “I prezzi delle produzioni nazionali, nella fattispecie, di Mirafiori, potrebbero essere contenuti grazie a un miglioramento della competitività, a partire da una riduzione del costo dell’energia. Stiamo portando avanti un dialogo con le istituzioni nazionali e locali per chiedere un costo dell’energia allineato a quelli di altri Paesi europei come la Spagna e la Francia, ma ancora – anche a causa del difficile contesto geopolitico – non abbiamo visto alcun beneficio concreto”. Il gruppo sostiene poi che “uno dopo l’altro abbiamo messo in sicurezza e rilanciato tutti i nostri stabilimenti, a partire da Mirafiori”.
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