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Wednesday, October 14, 2026

“Le figure maschili che ho avuto intorno erano tremendi. Fenomeni per razzismo, omofobia. Terapia, educatori e teatro mi hanno aiutato a non essere un maschio tossico”: così Maurizio Lastrico

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“Le figure maschili che ho avuto intorno erano tremendi. Fenomeni per razzismo, omofobia. Terapia, educatori e teatro mi hanno aiutato a non essere un maschio tossico”: così Maurizio Lastrico

Maurizio Lastrico torna in scena con la seconda stagione di “Maschi Veri”, su Netflix. Con lui Matteo Martari, Francesco Montanari e Pietro Sermonti. Nonostante si sentano ormai “decostruiti dalla mascolinità tossica”, i quattro amici sono ancora alla ricerca di quell’equilibrio tra i sessi duramente colpito dai cambiamenti di status e di vita, sia nelle dinamiche sentimentali che nelle nuove relazioni in corso.

“Le figure maschili che ho avuto intorno, per certi versi, erano dei fenomeni per razzismo, omofobia, nel non accettare la debolezza e la tenerezza altrui: erano veramente tremendi. – ha confessato Lastrico a Vanity Fair – La mia fortuna è stata frequentare una cooperativa con degli educatori di livello altissimo e venire a contatto con figure maschili, femminili, con modelli affettivi migliori di tanti miei parenti che, invece, castravano ogni mia sensibilità e volontà artistica».

E ancora: “L’entrata allo Stabile di Genova mi ha aiutato. Qui, si veniva incoraggiati a essere particolari, a non nascondere le proprie fragilità. E devo dire che anche ora, nei miei pezzi comici, cerco di restituire ai miei personaggi la loro complessità che comprende, ovviamente, anche le loro debolezze. Adesso, da adulto, posso dirmi fortunato perché ho un gruppo di amici storici che mi protegge e una compagna che, da questo punto di vista, è molto accogliente”.

Infine: “Evitare il modello di ‘maschio tossico’? C’è stata la terapia, l’incontro con gli educatori, molte altre conoscenze che ho avuto e mettendomi abbastanza in discussione. Ho molto rispetto per questo tipo di argomento… Ho paura a far uscire fuori certi comportamenti. Però, spesso, mi sono ritrovato più preoccupato a difendermi per non apparire quello che non voglio essere, piuttosto che a progredire e a crescere come individuo”.

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