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Tuesday, August 18, 2026

Anche la Svizzera pronta a rimandare i richiedenti asilo in Italia: “Espulsioni a fine agosto”. Mercoledì il primo rimpatrio dalla Germania

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Anche la Svizzera pronta a rimandare i richiedenti asilo in Italia: “Espulsioni a fine agosto”. Mercoledì il primo rimpatrio dalla Germania

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Non solo la Germania, anche la Svizzera è pronta a rispedire i cosiddetti Dublinanti, i richiedenti asilo in Italia che nel frattempo hanno varcato il confine, oltralpe. I primi aerei con a bordo i migranti staccheranno le ruote dagli aeroporti elvetici già a fine agosto, ha assicurato la portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (Sem), Magdalena Baker: “I primi voli sono stati prenotati”, ha assicurato alla tv svizzera tedesca.

I rimpatri riprenderanno dopo quattro anni di stop, un po’ come previsto per la Germania, in seguito alla firma del nuovo Patto migrazione e asilo. Ma non si tratterà di respingimenti shock, bensì, assicurano, avverranno in modo graduale e in accordo con le autorità italiane: “È nell’interesse della Svizzera che la ripresa sia gestita in modo sostenibile per entrambe le parti, affinché il sistema funzioni in modo duraturo e non venga sovraccaricato”, ha concluso Baker.

Pronto invece il primo rimpatrio dalla Germania, quello della ragazza somala di 22 anni che dovrebbe lasciare il territorio tedesco intorno alle 4.30 di mercoledì mattina. “Al momento non sono arrivate indicazioni diverse”, ha spiegato il presidente dell’associazione tedesca Matteo – Chiesa e asilo, Stefan Reichel, che l’ha ospitata in attesa del ritorno in Italia. “Il governo tedesco – ha aggiunto l’uomo che segue la vicenda della ragazza fin dal suo arrivo in Germania – non ha ritirato la misura e la procedura non è per ora stata stoppata. Dall’altro lato, l’Italia ha fatto sapere che non accoglierà i migranti. Una situazione che ci preoccupa molto e che non tiene minimamente conto dell’aspetto umano della vicenda e dell’impatto che questa ha sulle persone coinvolte. È davvero triste dover constatare che non vi sia un minimo di empatia nei confronti di questa giovane donna, costretta a vivere in una situazione di totale incertezza sulle sue sorti, da settimane”.

Reichel spiega che la ragazza dovrà farsi trovare pronta già alle 4.30 di mattina e che la sua partenza avverrà, salvo diverse indicazioni, tra quell’ora è le 7.30. Il suo ricordo dei centri d’accoglienza in Italia, però, è traumatico: “Dopo una buona accoglienza a Lampedusa, durata due giorni, fu trasferita a Milano, in un centro vicino alla stazione tenuto in pessime condizioni igieniche, senza una doccia e con spazi condivisi fra uomini e donne“. In Baviera invece, assicura, “vive attualmente in una struttura di accoglienza diretta molto bene, a Schweinfurt, dove risiedono anche la madre, il fratello e tre sorelle. Le ragazze frequentano la scuola superiore, il fratello segue un corso di formazione di informatica”.

La giovane, comunque, sa bene che il peggio è passato rispetto al lungo e pericoloso viaggio intrapreso per raggiungere l’Europa: “Sono molto felice di essere al sicuro – ha detto all’Ansa – Adesso il tempo orribile della fuga è finito”. La 22enne è stata accolta in un Kirchenasyl, forma di protezione offerta dalle comunità religiose, a Norimberga. “Abbiamo messo oggi a mezzogiorno sotto la nostra protezione, in un Kirchenasyl a Norimberga, Faduma, profondamente provata dalla sua fuga e spaventata, la cui famiglia vive in Germania con uno status di protezione e asilo – spiega ancora Reichel – Faduma resterà sotto la nostra protezione finché la Germania non accoglierà la richiesta dell’Italia di annullare definitivamente il trasferimento”.

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