Attiviste italiane espulse da Israele. Tajani: 'Domani mattina il rientro in Italia'
Il rientro in Italia delle cinque attiviste italiane fermate ieri dall'esercito israeliano in Cisgiordania è previsto per domani mattina. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Le attiviste, fermate giovedì in Cisgiordania dall'esercito israeliano insieme ad altri volontari internazionali, impegnati "a fare da scudo" ai palestinesi durante la raccolta delle olive a sud di Hebron. hanno ricevuto questa sera la visita consolare all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.
"Siamo persone scomode, per questo le autorità israeliane continuano ad arrestare e poi espellere gli attivisti", ha commentato con l'ANSA Alberto Tartarotti, appena rientrato da Israele, dopo aver subito con il figlio Manuel la stessa sorte delle cinque italiane. Un arresto "inaccettabile", lo ha definito Tajani spiegando che le attiviste "non stavano commettendo alcun reato"
Interpellato in merito all'annuncio di Benyamin Netanyahu di voler chiudere l'intera Cisgiordania dopo l'attacco all'Idf costato la vita a due soldati, Tajani ha messo in guardia: "Non è colpendo la popolazione palestinese, soprattutto i pacifici villaggi cristiani, che si risolve il problema della sicurezza di Israele". "Noi siamo perché il popolo palestinese possa finalmente realizzare il proprio sogno" di uno Stato, "vivendo in pace con Israele che deve avere garantita la propria sicurezza", ha spiegato Tajani.
"Bisogna disarmare Hamas, bisogna che ci sia stabilità a Gaza, bisogna che i terroristi vengano messi fuori gioco disarmandoli totalmente e questo è un aspetto importante, ma noi non possiamo non riconoscere l'importanza di dar vita ad uno Stato palestinese", ha insistito. L'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il consolato a Gerusalemme restano intanto in contatto con le autorità israeliane sulle cinque italiane in vista della loro espulsione e del conseguente rimpatrio, dopo un passaggio presso l'autorità per l'Immigrazione. Le attiviste erano state trattenute presso la stazione di polizia di Kiryat Arba, private dei loro cellulari e sottoposte ad interrogatorio.
"Conosciamo le cinque italiane fermate nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, ci siamo visti lunedì sera, alla vigilia del nostro arresto, erano tra i volontari appena arrivati", ha raccontato Tartarotti rientrato in Italia mercoledì sera dopo essere stato anche lui fermato, il 20 ottobre, con il figlio Manuel con l'accusa di terrorismo. Dopo aver passato una notte in cella, entrambi sono stati espulsi e rimpatriati su un volo di linea israeliano con il divieto di ingresso nel Paese per 10 anni. I due si trovavano in Cisgiordania dal 18 ottobre per collaborare con Youth of Sumud, l'associazione di volontariato che nel 2024 ha vinto il premio Alex Langer.
"La presenza dei volontari internazionali serve da scudo, a proteggere i palestinesi dalle incursioni dei coloni, non a raccogliere le olive", ha precisato. "Ovviamente non vogliono avere testimoni, per quello continuano ad arrestare e poi espellere gli attivisti, siamo persone scomode", ha insistito Tartarotti che lancia un appello: "Di quello che succede in Cisgiordania se ne parla poco, come è successo a Gaza. Bisogna tenere alta l'attenzione".
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