Scuola, verso decreto in Cdm giovedì. Valditara: “Non riguarda chi conosce l’italiano”

La premier Giorgia Meloni ha annunciato l’arrivo di un tetto per gli studenti stranieri in classe e il divieto di indossare burqa e niqab. l provvedimento dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì. Il ministro dell’Istruzione: “I nostri valori dicono che la libertà della donna non è negoziabile”
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Le misure sulla scuola annunciate dalla premier Giorgia Meloni - in particolare il tetto per gli studenti stranieri in classe e il divieto di indossare burqa e niqab - dovrebbero essere contenute in un decreto legge, secondo quanto riferito da fonti di governo. Il provvedimento dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì. Intanto il ministro dell'Istruzione del Merito, Giuseppe Valditara, ha sottolineato in una intervista al Corriere della Sera che “la nostra è una legge e non una circolare e sarà cogente. Attribuiamo un ruolo di coordinamento agli uffici scolastici territoriali che potranno spostare gli studenti in eccesso ad altra scuola di prossimità, come già avviene oggi per gli studenti italiani in sovrannumero. Non sarà più possibile l'inerzia”.
Valditara: “Norma non riguarderà chi conosce l’italiano”
"Stiamo lavorando agli ultimi dettagli, ma avrà come elemento centrale la conoscenza dell'italiano e ci saranno criteri oggettivi per stabilire a chi si applica”, ha detto ancora Valditara. “I limiti non si applicheranno agli studenti che hanno frequentato la scuola dell'infanzia ed entrano in prima elementare o a quanti hanno frequentato positivamente alcuni anni di scuola, perché si può pensare che abbiano acquisito una certa conoscenza dell'italiano". Per il ministro “le classi con più del 20 per cento di studenti stranieri neo-arrivati che non conoscono la nostra lingua sono poco meno di mille, per lo più alle elementari. Per queste abbiamo formato e assunto docenti specializzati. Sono invece 34 mila quelle con almeno il 30% di alunni stranieri. Il fenomeno della concentrazione dei migranti in alcune aree geografiche e in alcuni quartieri delle grandi città è disomogeneo. In crescita al Nord e a Roma, meno rilevante nelle regioni del Sud".
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Valditara: “Libertà della donna non è negoziabile”
Il ministro dell’istruzione ha aggiunto: “Se a casa parli arabo, dimentichi quello che hai fatto a scuola. Gli studi internazionali ci dicono che è importante che i genitori conoscano la lingua e seguano ciò che i figli fanno a scuola. Mi dicono i presidi che invece molto spesso quando ci sono situazioni difficili i genitori non si presentano ai colloqui, si disinteressano". Per Valditara “è una questione di civiltà, ma il burqa è il simbolo della mentalità patriarcale violenta che considera la donna una non persona e che noi come Lega abbiamo sempre avversato. I nostri valori dicono che la libertà della donna non è negoziabile”.
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Vannacci a Sky: “Sì a scuola aperta, Mattarella non esclude si debba organizzare”
Sul caso è intervenuto anche il leader di FnV, Roberto Vannacci, a Start su Sky TG24: “Certamente la scuola deve essere aperta a tutti, ma le parole del presidente Mattarella non escludono che poi la scuola debba organizzarsi". Sarebbe utile, secondo Vannacci, "porre un limite alla presenza degli alunni stranieri in classe o la presenza del burqua o del nijab" e, ha aggiunto, "sono contento che questa alleanza di governo ci abbia seguito almeno su questa strada".
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