Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,66%. Bene Madrid, male Parigi

Giornata abbastanza tranquilla per le borse europee. Milano chiude a +0,66%. Nel resto d'Europa poco mosse Londra (+0,29%) e Francoforte (+0,10%). È scesa invece dello 0,80% Parigi, su cui pesano le tensioni sui titoli di Stato, mentre è salita dell'1,16% Madrid nel giorno dell'annuncio di elezioni anticipate da parte del premier Sanchez.
A Piazza Affari l'attenzione è sul settore bancario, dopo il rilancio di Intesa Sanpaolo, che ha alzato il prezzo offerto per Mps, a condizione che l'assemblea della banca senese rigetti il piano difensivo disposto dall'ad Lovaglio. Intesa +1,55%, anche perché si è assicurata il sostegno dei due maggiori azionisti di Mps, i gruppi Delfin e Caltagirone. Mps +0,80%. Le reazioni più forti sono state però per Unipol (+3,99%), a cui andrebbero metà delle filiali di Mps, e per Mediobanca, -4,85%, la peggiore del listino, perché vedrebbe così svanire o ritardare la fusione con Rocca Salimbeni.
Resta alta la tensione sui titoli di Stato. Il rendimento del Btp italiano è stabile al 4,64%. Sale invece ancora il rendimento del Treasury americano decennale: +5 punti base, è al 5,33%.
Il movimento del Treasury non ha smosso troppo Wall Street, dove il Nasdaq sale dello 0,70% e tocca il record storico. Dow Jones invariato, S&P 500 +0,40%.
Oltreoceano vola invece la borsa brasiliana, dopo le elezioni +8% l'indice principale.
Il petrolio rimane sotto osservazione. Questa mattina era sceso del 2%, per poi risalire sui livelli di venerdì a 102 dollari e ridiscendere a 101 (-1%); un'altalena che ha seguito le notizie arrivata sullo stretto di Hormuz e sugli scontri tra Houthi e Arabia Saudita.
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