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Thursday, October 8, 2026

Shock in Gran Bretagna, fu un suicidio collettivo l'annegamento di 3 sorelle a Brighton

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Una tragedia familiare straziante, e per qualche verso inspiegabile, frutto probabilmente del riemergere a oltre 15 anni di distanza di un dolore insostenibile per la perdita della madre. E' stato un suicidio collettivo la causa della morte di tre sorelle britanniche poco più che trentenni, residenti a Londra e nate da una famiglia di origine caraibica, annegate nel maggio scorso nelle acque di fronte a Brighton dopo essersi lanciate da un pontile a tarda sera, vittime di una vicenda seguita con grande emozione dai media.


    A certificarlo è il responso legale di una coroner secondo cui Jane Adetoro, di 36 anni, Christina Walters, di 32, e Rebecca Walters, di 31, si buttarono volontariamente in mare l'11 maggio tutte insieme. Per farla finita.


    La coroner, Penelope Schofield, ha depositato il suo verdetto durante un'udienza, sottolineando come le analisi non abbiano riscontrato alcuna traccia di droga o alcolici nel sangue delle tre sorelle. Consegnatesi alle acque fredde davanti a una spiaggia di Brighton consapevoli "di non saper nuotare e delle condizioni avverse del mare".


    Stando a quanto emerso dalle indagini della polizia, Jane, Christine e Rebecca, prima del viaggio fatale da Londra verso la città balneare del sud dell'Inghilterra affacciata sulla Manica, avevano visitato l'area di vicino a Birmingham dove diversi anni prima, nel 2010, era affogata la madre, lasciandole prematuramente.


    Il padre, Joseph Jacobsen, unico superstite di una famiglia distrutta, ha seguito l'udienza in videocollegamento, pietrificato. "Non ci sono parole per esprimere adeguatamente il dolore per la perdita d'un figlio, aver perso tutte e tre le mie figlie adorate mi spezza il cuore", ha poi scritto in una dichiarazione: aggrappato solo alla speranza che possano riunirsi alla madre "sotto l'eterna custodia di Dio". 
   

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