Pressioni per vendere la Lazio, Lotito ai pm: “Pezzi di politica contro di me”. Bisignani: “Commisso voleva il club biancoceleste”
Lotito dice di conoscere Bisignani “solo di nome”. Bisignani invece sostiene di aver avuto con Lotito “sempre un buon rapporto”. Il presidente della Lazio, poi, afferma di aver saputo che “lui mi cercava per avere un appuntamento con me a pranzo”. Il faccendiere, al contrario, riferisce che “Lotito mi invitò a cena, cena che tuttavia non si tenne perché Lotito annullò l’appuntamento alle 16 del pomeriggio circa”. Sono solo alcune delle contraddizioni reciproche che emergono sfogliando i verbali di Claudio Lotito e Luigi Bisignani, depositati agli atti dell’inchiesta per aggiotaggio della Procura di Roma. Bisignani è indagato insieme a Mauro Masi e Francesco Maiolini, rispettivamente presidente e Ad della Banca del Fucino (l’istituto di credito è totalmente estraneo all’inchiesta).
La vicenda è nota e riguarda le presunte pressioni nei confronti del senatore di Forza Italia da parte dei tifosi laziali per spingerlo a vendere la società biancoceleste. Una piazza a tutti i livelli scontenta dalla gestione del presidente.
Lotito in questa partita è il grande accusatore, l’uomo che ha denunciato pure presunti tentativi di estorsione e che, il 30 giugno scorso, ha parlato ai pm di “pezzi della politica” che, a suo dire, avrebbero commissionato al quotidiano Il Tempo gli articoli scritti da Bisignani e approvati dal direttore Daniele Capezzone (ex portavoce di Forza Italia, estraneo all’inchiesta). Anche attraverso quegli articoli Bisignani, secondo i pm, avrebbe tentato di condizionare il valore della Lazio, società quotata in borsa, veicolando “false informazioni”.
C’è una notizia, in particolare, che il faccendiere, un tempo iscritto alla P2 (ma lui non ha mai confermato) avrebbe inserito in un suo articolo e che Lotito continua a smentire. Un punto su cui i pm hanno costruito parte delle loro accuse. Nell’articolo del 31 maggio 2026 si parla infatti di una offerta “in passato” arrivata a Lotito tramite la banca Jp Morgan. Il 28 settembre scorso, nelle dichiarazioni spontanee rilasciate ai pm, Bisignani svela che quell’offerta, secondo le sue fonti, arrivò “per conto di Commisso, che poi acquisto la Fiorentina”. Parla di Rocco Commisso, l’imprenditore italoamericano deceduto a gennaio di quest’anno. Lotito, come detto, ha sempre negato questo episodio.
Gran parte delle accuse nei confronti di Bisignani si basano sugli articoli scritto sul Tempo, di cui il faccendiere (nonostante sia stato radiato anni fa dall’ordine dei giornalisti) è editorialista. Dice Lotito, a verbale: “Io conosco l’editore (del Tempo, ndr) che ho contattato e che telefonicamente ha preso le distanze da questa campagna contro di me”. Parla probabilmente di Antonio Angelucci, deputato della Lega, cui fa riferimento il gruppo Tosinvest, proprietario anche di Libero e Il Giornale. Dice sempre Lotito: “Mi disse che avrebbe parlato con il Direttore del giornale, Capezzone, perché non era assolutamente d’accordo”. Poi si arriva alla politica. Lotito ai pm dice: “Vi sono pezzi della politica che remano contro di me (…) Basta vedere chi commissiona gli articoli al Direttore Capezzone su Il Tempo. Potete prendere visione anche dei resoconti in commissione antimafia. Inoltre sottolineo che vi sono diverse radio, tipo ad esempio Radiosei Lazio, che mi attaccano quotidianamente”.
Bisignani, da par suo, afferma: “La nostra è stata un’azione da appassionati tifosi cui Lotito non ha mai fornito risposte. La mia idea era soltanto quella di rafforzare la capacità della Lazio”. E poi rivela: “Segnalo che grazie a queste iniziative Il Tempo ha aumentato gli abbonamenti online del 166%”.
Ora la palla passa al Tribunale del Riesame. Il giudice aveva chiesto ai pm il deposito di altro materiale, arrivato in questi giorni. La conferma o meno del sequestro dei device a Bisignani, Masi e Maiolini permetterà di capire anche quale potrà essere il destino dell’indagine.
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