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Monday, October 5, 2026

Garlasco, spunta una analisi del 2007 sulla personalità di Stasi senza firma e mai depositata

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"Tendenza narcisistica". "Ambivalenza e contraddizioni rispetto al sesso". Sono solo due - assieme, tra gli altri, a "freddezza", "calcolatore", "mancanza assoluta di emozioni (positive o negative)", "indifferenza estrema nei confronti della vittima" - dei 17 punti catalogati come "pensieri ed impressioni (basati ovviamente sulle carte)", che si ritrovano in quelle 13 pagine di una presunta relazione psicologica su Alberto Stasi, rintracciata nelle scorse settimane dalla Procura di Pavia negli atti del Ris di Parma sull'inchiesta del 2007 sul delitto di Garlasco.

Tredici fogli ma senza data né firma, mai depositati nel fascicolo e che sono un altro dei capitoli su cui si concentra il filone di indagine dei pm pavesi sull'operato degli ex investigatori del Ris. Nella prima pagina in alto a sinistra c'è un'intestazione che fa riferimento alla criminologa Alessandra Bramante, ma non c'è la sua firma nel documento, ma vengono solo indicati un indirizzo e una email che farebbero riferimento alla professionista.
Ci sono tre colonne, poi, che riportano interi passaggi delle dichiarazioni di Stasi in tre verbali, da lui resi tra il 13 e il 22 agosto 2007. E alcune di quelle dichiarazioni vengono commentate o ne vengono evidenziate le "contraddizioni". Come si legge in fondo a quelle colonne, infatti, "in rosso sono riportati i miei commenti" e "in verde ho riportato le contraddizioni".

Poi, la sfilza di "pensieri" e "impressioni" della "valutazione psicologica", così è chiamata nel documento. Così tra i 17 punti si trovano anche queste considerazioni: "alcune frasi sono riportate in modo meccanico come se fossero state imparate a memoria" o "Chiara non è mai pensata ... come se non fosse mai stata la sua fidanzata (tanto che dice ai soccorritori che c'è una ragazza morta)". 

Così quando il 17 agosto 2007 Stasi diceva "poi finito il film siamo andati a dormire, io nel letto del fratello e Chiara nel suo" venivano annotati in rosso una serie di punti di domanda. In altri passaggi le scritte in rosso sono di questo tenore: "sono sbucati ricordi nei giorni successivi"; "chiamato a parlare di sé appare lucidissimo e narcisisticamente concentrato su di sé"; "mi sembra strano non aver memoria su particolari così importanti e intimi";
"verificare se nel notebook risulta che ha lavorato"; "risulta che abbia aperto documenti a quest'ora?". E ancora tra i commenti in rosso: "Risultano davvero tutte queste chiamate dalle varie utenze?"; "ha fatto realmente tutte queste telefonate?"; "non era tanto il sangue per terra, come mai non l'ha visto?".

Ogni commento è legato a dichiarazioni precise nei verbali. Tra questi anche "come ha fatto a non sporcarsi? E a non vedere le macchie?". Sembrano, comunque, annotazioni più da investigatori che psicologiche. Ancora: "impossibile non pestare tutte quelle macchie"; "sembrano frasi imparate a memoria"; "non sono pochi (riferiti ai gradini, ndr) per vedere il corpo che era in fondo alla scala?"; "come ha fatto a vedere il viso solo scendendo due gradini?"; "pensiero contorto e confuso classico della menzogna"; "non era forse la sua ragazza, no una qualunque"; "si sta arrampicando sui vetri" e "sono state trovate impronte sul muro?". Evidenziati in verde, poi, una serie di passaggi che sarebbero "contraddizioni".

Nell'elenco dei "pensieri" per la valutazione anche: "'parole rimangiate' su dati forniti come certezze"; "non cede mai ma riesce sempre a ribattere 'pur arrampicandosi sugli specchi'"; "regali stravaganti (...) quando il sesso sembra essere (...) l'ultimo dei suoi pensieri (a parole ovviamente)"; "stanno insieme e non ricorda nemmeno se usa il pigiama o no". E ancora: "rapporto tra i due molto strano (non frequentavano le famiglie, si vedevano solo una volta a settimana...)"; "molto centrato su di sé", "molto contenuto" e "tendenza al controllo anzi all'ipercontrollo".

I genitori di Chiara rompono il silenzio: “Sporcata la sua memoria”

Hanno rotto il silenzio e sono andati in televisione per parlare della loro figlia Chiara, uccisa nel 2007 a Garlasco, Giuseppe e Rita Poggi. Non tanto della nuova inchiesta che li ha fatti ricadere "nel circo mediatico", non di nuove e vecchie prove, ma di Chiara che "dopo diciannove anni ha il diritto di riposare in pace". E per spiegare che per loro il colpevole è la sola persona condannata in via definitiva a 16 anni per il delitto, ovvero Alberto Stasi, anche se ora una nuova indagine della Procura di Pavia ha indagato per il suo assassinio nella villetta di Garlasco dove ancora vivono Andrea Sempio, amico del loro figlio Marco.

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"Per noi vale quello che ci ha detto la sentenza dello Stato italiano. Quando la giustizia italiana ci dirà qualcos'altro, noi ne prenderemo atto" hanno spiegato a Verissimo, su Canale 5.
 

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I soldi sono tutti in un conto corrente
"Abbiamo fatto 5 processi durati 8 anni, e sono lunghi" ha ricordato Giuseppe. "Non è che ci intestardiamo. Se la giustizia ci darà un nuovo colpevole, ne prenderemo atto" però "non è che perché una procura fa un'indagine, allora si accende la lampadina e uno cambia idea". E di certo non è perché dovrebbero restituire il risarcimento deciso nella sentenza di condanna di Stasi che hanno questa idea. I soldi (su cui hanno fatto "una transazione con una cifra inferiore per andare incontro" alla madre di Alberto) sono tutti in un conto corrente.

Piuttosto, lui e la moglie sono feriti dal circo mediatico che è "pesante" e che va avanti da un anno e mezzo, "ogni giorno, tutti i giorni", tanto che il sindaco di Garlasco ha istituito il divieto d'accesso ai non residenti nella via dove abitano, per evitare giornalisti e telecamere fissi davanti a casa. 

Umiliati dalle intercettazioni
E sono "umiliati" dalle intercettazioni delle conversazioni telefoniche con Marco, che a Garlasco non vive più". Anzi, più che dalle intercettazioni, "dal fatto che siano diventate di dominio pubblico in tv e sui giornali". Colpiti e feriti, dunque, dalle insinuazioni su Chiara "come se fosse lei la colpevole" "sporcando" la sua memoria con cose che "la Procura di Pavia poteva smorzare". É stata una "pugnalata", aggiungono Rita e Giuseppe, leggere "su un settimanale che Marco Poggi è tornato a Garlasco di notte a uccidere tua sorella", Ormai Marco "non è un ragazzo" ma "questo non è facile da reggere" ha osservato la madre di Chiara. Anche a lui pensano.

"Ci siamo trovati a dover combattere per nostra figlia e per lui, per garantirgli la serenità" ha spiegato Giuseppe. Per tutto questo Rita e Giuseppe sono andati in televisione.

"Io Sempio a casa mia non l'ho mai visto"
Per parlare di Chiara, della sua voglia di studiare, della sua riservatezza, dei jeans da accorciare, dell'ultima volta che l'hanno vista, del rientro nella casa a mesi di distanza, una volta che era stata dissequestrata.


Quanto a Sempio, i genitori di Chiara si sono limitati a dire che era un amico del figlio, "un ragazzo normale". La mamma lo vedeva, non il padre. "Io Sempio a casa mia non l'ho mai visto anche se mio figlio mi diceva che veniva due o tre volte la settimana" ha detto l'uomo. I due hanno poi raccontato che all'inizio credevano ad Alberto Stasi ma hanno cambiato idea man mano che proseguivano le indagini, per poi interrompere i rapporti quando è stato arrestato la prima volta. E ora non intendono incontrare né lui né sua madre. "Nessuno ce l'ha mai chiesto ma sinceramente non è il momento". E una volta scontata la pena? "Non so se sono contento di incontrarlo, non credo proprio - ha osservato Giuseppe - ma non posso prevedere il futuro".  Una cosa per loro è certa "dopo 19 anni Chiara ha il diritto di riposare in pace".

"Noi non ci siamo mai opposti a nessun accertamento, anche negli anni dei processi abbiamo chiesto che si verificasse tutto, ad esempio il Dna sulle unghie, i capelli. Noi abbiamo sempre chiesto che facciano tutte le indagini, gli accertamenti che vogliono. Noi non abbiamo niente in contrario. Vorremmo solo - hanno concluso - che alla fine la storia fosse finita perché dopo 19 anni è ora che finisca anche per rispetto di Chiara perché Chiara ha diritto di riposare in pace". 

La madre di Chiara, "hanno sporcato la sua memoria"
"Volere o non volere, sei sempre dentro il circo mediatico. In questo anno e mezzo me l'hanno messa in un angolo, senza mai parlare di Chiara" e in questo "circo mediatico" sembrava come "se fosse lei la colpevole": Giuseppe Poggi, il padre della ragazza uccisa nella sua casa di Garlasco 20 anni fa lo ha detto a Verissimo. "Hanno sporcato" la sia memoria ha aggiunto la mamma Rita.

"Certe cose la procura di Pavia poteva smorzarle certe cose perché quella che un po' ci ha fatto rimanere, non dico male, ma star male un'altra volta è quando un settimanale dice che Marco Poggi è tornato a Garlasco di notte a uccidere tua sorella Consenti e questa cosa è un'altra pugnalata" hanno aggiunto.
 

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