Caro-gasolio, trasportatori chiedono intervento urgente a governo: "Basta scaricare crisi su lavoro"

Con il governo pronto a eliminare lo sconto sulle accise sui carburanti, Assotir ha convocato una conferenza stampa per fare il punto sulla crisi del caro-gasolio e presentare all'esecutivo un pacchetto di richieste concrete a tutela delle imprese di autotrasporto.
Le quattro richieste al governo
L'associazione chiede innanzitutto un aggiornamento immediato dei valori minimi di riferimento dei costi di esercizio per le imprese del settore. A questo si aggiunge la richiesta di applicare finalmente le poche norme già esistenti a tutela dei trasportatori, a partire dalla clausola di adeguamento automatico del prezzo del gasolio. Assotir insiste inoltre perché venga attivata senza ulteriori ritardi la Consulta dell'Autotrasporto, così da coinvolgere la committenza nella gestione della crisi, e propone infine una tassa sugli extra-profitti delle compagnie energetiche, da destinare al sostegno del comparto.
"Non arrivare al 6 ottobre con un decreto già scritto"
Aprendo i lavori, la presidente nazionale di Assotir, Anna Vita Manigrasso, ha chiesto al governo di aprire subito un tavolo di confronto, evitando di presentarsi al 6 ottobre con un provvedimento già definito senza il coinvolgimento delle categorie interessate.
Secondo l'associazione, il prezzo del gasolio è salito di oltre 60 centesimi dall'inizio di marzo, e l'eliminazione dello sconto sulle accise rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Assotir denuncia anche un uso strumentale della crisi da parte di altri settori: molti beni di consumo avrebbero subito rincari ingiustificati, attribuiti a un aumento dei costi di trasporto che nella realtà non si è tradotto in maggiori entrate per i vettori. Le tariffe di trasporto, spiega l'associazione, sarebbero dovute salire di almeno il 15%, ma nella quasi totalità dei casi le imprese non hanno visto alcun adeguamento. Il risultato, secondo Manigrasso, è che il peso dell'emergenza è ricaduto in larga parte proprio sull'autotrasporto.
"Un dato preistorico": l'accusa al Ministero dei Trasporti
Il segretario generale di Assotir, Claudio Donati, ha puntato il dito contro l'inerzia del Ministero dei Trasporti, che dovrebbe aggiornare trimestralmente i valori minimi di riferimento dei costi di esercizio ma è fermo ai dati di marzo, precedenti all'esplosione dei prezzi del gasolio. Un aggiornamento immediato, ha spiegato Donati, darebbe ai vettori un parametro oggettivo a cui appellarsi per negoziare tariffe adeguate. Il problema, ha aggiunto, è tanto più urgente se si considera che prima della crisi il gasolio incideva per il 27% sui costi aziendali delle imprese di trasporto, mentre oggi il peso è salito tra il 35 e il 40%.
Nessuno sciopero, ma l'avvertimento è chiaro
Assotir ha escluso, almeno per ora, l'ipotesi di una mobilitazione. Manigrasso ha spiegato che non ritiene necessario proclamare uno sciopero, confidando che il governo sia pienamente consapevole della gravità della situazione. Ha però avvertito che, in assenza di risposte, i trasportatori potrebbero comunque fermarsi non per protesta organizzata, ma semplicemente per l'impossibilità di rifornire i mezzi di carburante — una conseguenza che, ha concluso la presidente, si ripercuoterebbe a catena sull'intero sistema produttivo nazionale.
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