Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., la clip esclusiva del film di casa Aardman

Una clip in esclusiva per Sky TG24 da Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., il film Aardman diretto da Steve Cox e Matthew Walker. Halloween arriva alla fattoria di Mossy Bottom tra zucche, un contadino scomparso e una pelosa creatura nel bosco. Terza avventura al cinema per Shaun, il film aprirà Lucca Comics & Games 2026 e uscirà nelle sale italiane il 28 ottobre con Lucky Red. Nell’anno del cinquantenario dello studio, una commedia per tutta la famiglia tra umorismo, suspense e omaggi all’horror classico
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Prima di diventare la regina incontrastata di Halloween, la zucca era una rapa. Lo racconta una vecchia leggenda irlandese, quella di Jack l’Avaro (Stingy Jack, per chi frequenta il folklore in lingua originale), un furfante capace di ingannare il diavolo in persona e per questo respinto tanto dal Paradiso quanto dall’Inferno, condannato a vagare nel buio con un tizzone ardente infilato in una rapa scavata. Furono poi gli emigranti irlandesi approdati in America a scoprire che quel grosso ortaggio arancione si lasciava intagliare assai meglio, sicché la lanterna di Jack cambiò vegetale ma non vocazione. Ed è proprio da un campo di zucche, coltivato con una dedizione degna di un orto botanico, che prende le mosse la nuova avventura della pecora più celebre (e più silenziosa) del cinema d’animazione.
Sky TG24 presenta in esclusiva una clip da Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., diretto da Steve Cox e Matthew Walker e distribuito da Lucky Red, che arriverà nelle sale italiane dal 28 ottobre per celebrare Halloween con un’avventura pensata per tutta la famiglia.
La clip in esclusiva
Nella clip l’azione prende subito il galoppo, e mai espressione fu più letterale: un uomo viene trascinato da un cavallo lanciato in una corsa sempre più scomposta, che si conclude (com’era prevedibile, e proprio per questo irresistibile) dritta in mezzo a un campo di zucche. A godersi lo spettacolo, schierato come una platea in prima fila, c’è il gregge di pecore, che osserva il disastro con l’imperturbabile curiosità di chi ne ha viste parecchie ma non si stanca mai di ridere.
È slapstick allo stato puro, giacché in casa Aardman a reggere la comicità sono gli sguardi, i belati e un tempismo comico che deve parecchio a Buster Keaton e a Charlie Chaplin: a Mossy Bottom si comunica quasi interamente attraverso gesti, versi e suoni, eppure tutto si capisce benissimo.
Halloween alla fattoria di Mossy Bottom
Halloween è alle porte e Shaun, insieme a tutti gli animali della fattoria, si prepara a festeggiarlo come si deve, coltivando un magnifico campo di zucche. Ma quando tutto sembra ormai pronto, il Contadino scompare misteriosamente e dal bosco arriva uno spaventoso mostro. Toccherà a Shaun e ai suoi amici salvare la fattoria dalla pelosa creatura e ritrovare l’amato padrone in tempo per la grande festa, tra esperimenti impazziti e colpi di scena inaspettati.
Del resto George Orwell, nella Fattoria degli animali, aveva avvertito che tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri; a Mossy Bottom il più uguale di tutti è da sempre Shaun, leader riluttante di un gregge che senza di lui finirebbe inevitabilmente nei guai (e che con lui, a dire il vero, ci finisce lo stesso).
Dal laboratorio di Frankenstein al bosco di Sleepy Hollow
In originale il film si intitola Shaun the Sheep: The Beast of Mossy Bottom, e quella bestia annunciata nel titolo promette già parecchio: ci sono un bosco e un villaggio pronto a imbracciare i forconi. Le atmosfere sono quelle del gotico più classico, tant’è che Shaun, per rimediare al disastro, si improvvisa scienziato pazzo come un discepolo del Victor Frankenstein di Mary Shelley, che non a caso aveva sottotitolato il suo romanzo Il moderno Prometeo.
Parimenti, quella creatura che si aggira tra gli alberi di Mossingham può far pensare al Cavaliere senza testa che Washington Irving lanciò al galoppo nella Leggenda di Sleepy Hollow, altro racconto in cui (guarda caso) una zucca ha un ruolo tutt’altro che decorativo. Le recensioni internazionali del film, uscito nelle sale britanniche e statunitensi il 18 settembre, segnalano inoltre una pioggia di omaggi al cinema horror, da Psycho a Venerdì 13, passando per un balletto di pecore che richiama il celebre videoclip di Thriller.
Non è la prima volta, peraltro, che lo studio di Bristol si diverte con mostri e ortaggi. Nel 2005 Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro metteva in scena una misteriosa bestia che devastava gli orti alla vigilia di una gara di verdure giganti, e quel film conquistò l’Oscar come miglior lungometraggio d’animazione.
Cinquant’anni di plastilina
Shaun fece la sua prima apparizione nel 1995, in Wallace & Gromit: Una tosatura perfetta, prima di conquistarsi una serie tutta sua e due lungometraggi, Shaun, vita da pecora: Il film (2015) e Shaun, vita da pecora: Farmageddon (2019), entrambi candidati all’Oscar.
Operazione Z.U.C.C.A. è dunque il terzo capitolo cinematografico della saga e segna l’esordio nel lungometraggio di Steve Cox e Matthew Walker, due veterani di Aardman che conoscono a memoria l’universo di Mossy Bottom (Cox aveva già diretto lo speciale televisivo Shaun the Sheep: The Flight Before Christmas). La sceneggiatura porta la firma di Mark Burton e Giles Pilbrow, le musiche sono di Natalie Holt.
Tra i produttori figurano anche Peter Lord e David Sproxton, i fondatori di Aardman, nell’anno in cui la loro creatura festeggia mezzo secolo di attività: un traguardo celebrato con mostre, un’asta di pupazzi originali e perfino una moneta commemorativa da 50 pence coniata dalla Royal Mint.
L’anteprima a Lucca e l’uscita al cinema
La nuova avventura di Shaun sarà presentata in anteprima nazionale a Lucca Comics & Games, dove sarà il film di apertura di un’edizione che, a sua volta, celebra un anniversario importante: i sessant’anni del festival, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre sotto il segno del tema Legacy. L’uscita nelle sale italiane è fissata al 28 ottobre, con distribuzione Lucky Red.
E se, uscendo dal cinema, qualcuno vedrà brillare nel buio una zucca intagliata, sappia che dietro quel ghigno arancione c’è ancora Jack, con il suo tizzone acceso, a cercare un posto dove fermarsi. Quest’anno, forse, lo troverà a Mossy Bottom
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