Ddl Caregiver, ok della Camera. Opposizioni e associazioni contrarie: “Legge che discrimina e soldi insufficienti”
Via libera della Camera al ddl Caregiver familiari. A votare il 14 ottobre in prima lettura il disegno di legge voluto dal governo Meloni ci sono stati 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti. L’obiettivo dichiarato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli (Lega), è quello di riconoscere e tutelare le persone che assistono familiari con disabilità o non autosufficienti, valorizzando il loro ruolo e prevedendo misure di sostegno. Il ddl, peraltro assai osteggiato dagli stessi caregiver familiari conviventi oltre che dal mondo associativo, è passato solo con l’assenso dei deputati della maggioranza di centrodestra, dato che l’opposizione ha espresso in aula valutazioni fortemente critiche.
Va detto che quella sugli assistenti personali familiari delle persone con disabilità in teoria doveva essere una delle pochissime norme bipartisan approvate in questa legislatura ma in pratica questo ampio consenso parlamentare non si è verificato. Anzi. È inoltre importante precisare che quella a Montecitorio è stata solamente la prima tappa, dato che servirà un ulteriore passaggio parlamentare, anche in Senato, quindi non significa ancora che la legge sia definitivamente entrata in vigore. Tutto può succedere e adesso iniziano pure il dibattito in Parlamento sulla legge di Stabilità, allungando i tempi per una eventuale approvazione finale del ddl Caregiver.
Tra le misure illustrate durante l’iter del provvedimento figurano ad esempio il contributo economico limitato per un importo massimo di 400 euro al mese erogati trimestralmente – “in base alle risorse disponibili”, viene precisato nel testo – subordinato a specifici requisiti assai stringenti, uno su tutti il reddito da lavoro annuale lordo fissato alla cifra bassissima di 3mila euro. Vengono stanziati a livello complessivo 260 milioni di euro a decorrere dal 2027, cifra confermata rispetto alle previsioni e peraltro ritenuta “ampiamente insufficiente” come ripetono da mesi associazioni, caregiver familiari conviventi e sindacati.
“Da qui non si tornerà più indietro, ma si potrà solo andare avanti”, ha scritto la ministra Locatelli sui social. Da tutti i partiti di opposizione si sono alzate voci fortemente critiche, come ad esempio il deputato del Pd Marco Furfaro che è intervenuto alla Camera: “In Italia milioni di persone sacrificano il sonno, il lavoro, la salute e la propria indipendenza per prendersi cura di chi amano. E il governo ha costruito una legge che le discrimina”. Protesta anche il M5s che contesta soprattutto i requisiti restrittivi per accedere ai sostegni e propone un’alternativa basata su contributi maggiori. Carmen Di Lauro, componente della Commissione Affari sociali, ha criticato il provvedimento perché “non garantisce un sostegno adeguato alla maggioranza delle persone che prestano assistenza familiare. Si deve fare molto meglio, vogliamo reddito di cura”.
Contattata da ilfattoquotidiano.it Sofia Donato, portavoce della Rete Caregiver Familiari COMMA 255 e una degli esponenti del mondo associativo che ha partecipato anche al Tavolo tecnico per redigere il ddl è critica: “La delusione per il testo approvato e per le criticità ignorate è tanta, ma ancora maggiore è la pochezza del dibattito parlamentare. Si è parlato di assistenza non di cura, sminuendo il valore della convivenza il cui mancato riconoscimento creerebbe una ingiusta discriminazione tra caregiver familiari”. Donato aggiunge che “ancora una volta, è ignorata la condizione dei genitori di figli con disabilità intellettivo-relazionale. Per loro il caregiving non è una scelta. Resta l’amarezza per un Parlamento che non ha seguito il dibattito preliminare ma in Aula ha ripetuto argomenti già esposti, senza dimostrare di averli davvero approfonditi”. “Chi ha seguito i lavori in aula si sarà reso conto che c’è una netta frattura tra destra e sinistra rispetto a come valorizzare e sostenere i caregiver familiari”, commenta Alessandra Corradi, portavoce del coordinamento nazionale Caregiver Familiari Uniti e promotrice di una petizione sul riconoscimento dei caregiver pubblicata sulla piattaforma del Fatto quotidiano Io Scelgo (firma qui). “A fronte dei tentativi fatti dall’opposizione di migliorare il testo del ddl per andare incontro alle reali esigenze delle persone c’è stata la risposta oppositiva della maggioranza. Il testo, così com’è non è un buon testo e la dotazione finanziaria è ridicola”, attacca. “Non si può ignorare la condizione ormai al limite di milioni di caregiver familiari. Ci rimettiamo al Senato e non smetteremo di far sentire la nostra voce”, conclude amareggiata.
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