Crans-Montana: i familiari delle vittime chiedono il commissariamento del Comune

Ventiquattro familiari delle vittime della strage di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana hanno chiesto il commissariamento del Comune. La richiesta, avanzata con un ricorso al governo del Cantone del Vallese, punta a garantire la vigilanza finanziaria e amministrativa in vista di un maxi-risarcimento che potrebbe arrivare a diverse centinaia di milioni di euro, fino a superare il miliardo.
L’istanza, redatta dall’avvocato Sébastien Fanti di Sion e inviata al Consiglio di Stato del Vallese, non mira ad accertare responsabilità né a interferire con il procedimento penale. Come precisato dal legale, “le persone indagate beneficiano della presunzione di innocenza”. L’obiettivo è esclusivamente preventivo: assicurare che il Comune si prepari a tutti gli esiti finanziari plausibili della tragedia, che ha causato 41 morti e 115 feriti.
Le famiglie ipotizzano scenari di risarcimento complessivo tra i 323 milioni di euro e oltre il miliardo. Nello scenario intermedio, di circa 650 milioni, oltre 400 milioni graverebbero sull’amministrazione locale. Un importo del genere equivarrebbe a circa cinque anni dell’intero gettito fiscale annuale del Comune e a un debito di circa 41mila euro per ogni residente.
I ricorrenti chiedono quindi l’apertura di un’inchiesta ufficiale sulla situazione finanziaria del Comune e sulla sua pianificazione finanziaria in vista dei pagamenti. Fanti ha spiegato che la precedente richiesta di trasparenza è stata respinta, spingendo le famiglie a “tirare fuori l’artiglieria pesante” perché il Cantone eserciti il suo ruolo di controllo.
Tra i 17 indagati dalla procura vallesana per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo figura anche il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud, insieme ad amministratori, dipendenti comunali e ai proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti.
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