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Wednesday, October 21, 2026

Cesare Cremonini diventa “Amateur” a Londra: “Il gossip può prendere me o uno di voi e trasformarlo in qualcos’altro in un battito di ciglia. Ho citato Diletta Leotta perché è un’icona. La libertà è sexy”

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Si presenta come un “Amateur”, ma il dilettante qui è solo il titolo. Cesare Cremonini torna con un disco, in uscita il 23 ottobre, in cui Freud viene mollato come tutti, i paparazzi hanno sempre un po’ ragione e la felicità borghese si brinda con lo champagne, sapendo che non porta da nessuna parte. Tra Nietzsche che consola, mele che sono poesia e divani pieni di polvere, l’artista bolognese prende il dolore, lo trucca da commedia e lascia che a ridere, o a commuoversi, sia chi ascolta.

L’album di undici brani ruota attorno a tre assi. Il primo è l’amore ferito e ritrovato, tra abbandono, desiderio, clandestinità e intimità domestica. Il secondo è la fragilità psicologica, raccontata con ironia nera, dalla psicoanalisi al disturbo mentale. Il terzo è la critica sociale e artistica, con la spettacolarizzazione di “Paparazzi”, il rifiuto del copione borghese di “Mega Linz” e l’interrogarsi sul senso della poesia in “Cavalli da corsa”.

Abbiamo incontrato il cantautore a Londra, la città dove è nato il disco. E per l’occasione l’artista si è esibito per un concerto allo O2 Shepherd’s Bush Empire, ieri sera 20 ottobre, per presentare i brani inediti assieme agli amici e colleghi che hanno collaborato Salmo in “Amateur”, Fabri Fibra per “Paparazzi”, Malika Ayane per la bellissima “Cose molto piccole” (scritta insieme a Petrella) e Sig in “Disturbo mentale”. Ad applaudire a teatro c’erano amici come: Valentino Rossi, Edoardo Bove, Paolo Di Canio, Elisa, Davide Petrella e Federico Ravaglia.

Nel disco Cremonini spinge sul pop-rock per scompaginare le carte, ma non mancano le sonorità che hanno decretato il suo successo, le ballad intense, sentimentali, anche malinconiche. Insomma “Amateur” lascia intravedere un nuovo percorso, dove porterà, ad oggi nemmeno l’artista stesso lo sa ancora. Una piccola curiosità, c’è anche lo zampino di Morgan ne “Il giardino dei sassofoni”, ma non ha assolutamente voluto comparire nemmeno nei crediti “perché per lui la musica è dialogo e arte”.

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