“In matematica me la sono sempre cavata con un 6 che il prof mi dava a patto gli facessi l’imitazione della prof di italiano. Era voto di scambio”: così Fabio De Luigi
Fabio De Luigi è tornato sul palco dopo 25 anni di assenza dai teatri con “BIOL – In Carne e Ossa”, che toccherà le città italiane fino al 6 novembre. Tutte le date sono esaurite. Frutto della collaborazione con Paolo Cananzi, lo show punta sul rapporto diretto con la platea. Sul palco De Luigi mescola monologhi, aneddoti e improvvisazione. Il tono oscilla tra comicità e vena poetica, restituendo i diversi modi in cui l’artista guarda al mondo.
“Ho pensato di fare una cosa che mi rappresenti abbastanza fedelmente, il che non vuole dire mettere in scena la mia vita, che sarebbe piuttosto noiosa. – ha detto De Luigi al Corriere della Sera – Ma voglio smitizzare certi ricordi, partendo da episodi un po’ scioccanti, di carattere famigliare. Il filtro della commedia può essere applicato a tutto, oltre ad essere una potentissima arma di difesa: io ce l’ho e la uso”.
De Luigi è stato l’ultimo figlio della famiglia, dopo nove anni: “È Il colpo di tacco che non ti aspetti... È stato un grande vantaggio essere “coso” nella mia famiglia: chiamatemi “coso”… ero io. Ti dà molta libertà. Ero un bambino silente ma irrequieto, un finto calmo, un percepito calmo”.
A scuola ha ammesso di non andare bene in matematica “Per me era una materia sconosciuta. Ma me la sono sempre cavata con un sei che il prof mi dava a patto gli facessi l’imitazione della prof di italiano. Lo divertiva molto. Voglio fare outing e dirlo, penso non ci siano più i tempi per una querela. Era una sorta di primo voto di scambio”.
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