Conference League: Ajax-Atalanta in campo alle 21 DIRETTA
Del doppio confronto in Champions League di sei anni fa sono rimasti in quattro. L'infortunato Blind e il capitano Klaassen per l'Ajax, il portiere di riserva Sportiello e Pasalic per l'Atalanta. Ma il ritrovo del 22 ottobre alla Johan Cruijff Arena sei autunni - era il 6 dicembre 2020 - dopo il gol vittoria di Muriel, nella seconda giornata della League Phase di Conference League, ha un sapore diverso per le contendenti. Gli olandesi padroni di casa hanno 6 partite in più nelle gambe, di cui 6 nelle qualificazioni, con sole due sconfitte, col PSV in Eredivisie e l'Hajduk nel primo turno. I bergamaschi, col Milan, sono arrivati alla quarta battuta d'arresto dopo Juventus, Roma e Cagliari pareggiando una volta in 10 incontri, nei playoff con l'Hapoel Tel Aviv.
Un andamento altalenante da cui cercare un pronto riscatto bissando la vittoria di giovedì scorso a Bergamo col Pafos. "Il problema è la continuità all'interno della partita e tra una partita e l'altra, anche se ultimamente abbiamo 30-40 minuti buonissimi. Ma li alterniamo a momenti con grandi limiti", la premessa dell'allenatore Maurizio Sarri. Privo di Hien, Kessie, Kolasinac, Kossounou, Pompei, Raspadori, Scalvini e Sulemana, il tecnico nerazzurro ha in lista i giovani Sonzogni, Isoa alla prima convocazione, Idele che ha esordito 7 giorni fa, Levak e Bonanomi. Dietro, probabile panchina per il 2006 Obric visto col Milan per quasi l'intero incontro: "L'esperienza non porta centimetri in mezzo alla difesa, ma Zappacosta è un'opzione, è un grande esterno che comunque ha i movimenti giusti", prosegue Sarri. "Ma chi fa l'Europa e manda i giocatori nelle Nazionali è più o meno nella stessa situazione".
Il tecnico atalantino non fissa obiettivi: "Non so se sia una finale anticipata. Se ne parlassi adesso alla squadra, sarei poco credibile - obietta -. Prima bisogna entrare negli ottavi o nei playoff, che si eviterebbero con 13-14 punti. Il nome Ajax evoca un passato importante, blasone e successi. Dobbiamo uscire bene da questo ciclo di 6 partite. Noi in Conference League vogliamo fare parecchio bene". Infine, circa il paragone tra la sua posizione e quella di Spalletti alla Juventus: "Discorsi che non m'interessano. Uno dei più grandi allenatori del mondo, Jurgen Klopp, ha sempre detto che il primo anno per un allenatore è di prova, in mezzo alle difficoltà - chiude Sarri -. Lui è arrivato ottavo il primo anno per poi vincere tutto. Io a rischio? Si può domandare al direttore sportivo...".
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