El Niño non molla: autunno più caldo e inverno con temperature miti. E il 2027 si avvia ad essere l’anno più caldo di sempre
El Niño ancora protagonista anche negli ultimi mesi del 2026: previsto un autunno più caldo della norma e un inverno europeo con temperature miti. È questo il quadro presentato dai modelli stagionali più aggiornati per l’Italia e l’Europa.
L’Organizzazione metereologica mondiale (OMM) prevede per il periodo settembre-novembre un +3,6°C nella regione Niño 3.4 del Pacifico, e la probabilità che il fenomeno persista durante l’intero inverno è vicina al 100%. Addirittura secondo l’agenzia americana NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) c’è una probabilità del 90% che El Niño diventi “molto forte” durante autunno e inverno. E nel Pacifico orientale sono già state registrate anomalie superficiali superiore a 3°C e superiori a 10 °C sotto la superficie.
Il CNR, sulla base delle proiezioni Copernicus, prevede per l’autunno temperature sopra la media in gran parte dell’Europa, Italia compresa. ARPA Piemonte, sempre sulla base di proiezioni del sistema Copernicus, indica per settembre, ottobre e (specialmente) novembre temperature superiori alla norma sull’Europa centro-meridionale. Ciò non vuol dire, però, che il freddo sia completamente escluso: il CNR mette in guardia dal tradurre automaticamente “aumento della temperatura media” con “tre mesi continuamente caldi”, poiché in una stagione sopra i valori medi climatologici ci possono comunque essere irruzioni fredde e periodi più freschi. Attenzione anche al capitolo piogge: ARPA Piemonte vede concreta la possibilità di precipitazione autunnali ingenti a causa di un’estate con temperature elevate che ha portato nell’atmosfera grandi quantità di energia e umidità, ma il CNR invita alla prudenza poiché un mare molto caldo non provoca automaticamente nubifragi – devono intervenire infatti una serie di condizioni ulteriori affinché si verifichino eventi estremi di questo tipo.
Capitolo inverno: complice anche la maggiore lontananza temporale, qui l’incertezza aumenta. Secondo Copernicus quello in arrivo sarà un inverno più mite della media su tutte le terre emerse del continente europeo. Per quanto concerne le precipitazioni, si prevede un inverno mediamente più piovoso in gran parte dell’Europa, ma per la fascia mediterranea (di cui l’Italia fa parte) è più difficile fare previsioni: è ragionevole parlare di inverno italiano con maggiori probabilità di temperature sopra la media, ma è ancora impossibile affermare se sarà più piovoso, secco o nevoso. E vale anche qui il discorso fatto per l’autunno: una temperatura media più alta non significa assenza automatica di ondate di gelo.
Per Centro e Nord Europa Copernicus prevede temperature invernali e precipitazioni sopra alla media, ed infatti il Met Office (il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito) sottolinea l’aumento del rischio di condizioni calde, umide e ventose in Regno Unito. Storicamente, a livello europeo, i grandi El Niño tendono a favorire, tra fine autunno e inizio inverno, condizioni più miti e piovose in Europa nord-occidentale, mentre a livello mondiale, da una parte aumentano il rischio di siccità in alcune aree di Indonesia, Australia e Asia meridionale e, dall’altra, aggravano il pericolo di piogge abbondanti in Sudamerica e alcune zone del Pacifico. Infine, per quel che concerne la temperatura globale, il Met Office considera molto probabile che il 2027 possa diventare l’anno più caldo mai osservato, superando il 2024.
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